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Domenica, 3 Marzo 2024
Cronaca Marghera / Via Antonio Pacinotti, 4

"Il mondo li ha abbandonati", occupazione simbolica del consolato turco a Marghera

Il blitz di centri sociali del Nordest e associazione Ya Basta mercoledì mattina al Vega per esprimere solidarietà al cantone curdo di Afrin. Inviato un fax all'ambasciata turca a Roma

"Avanti fino alla vittoria", questo scandivano ad alta voce le decine di manifestanti che mercoledì mattina hanno raggiunto e "occupato" temporaneamente la sede del Vega di Marghera del consolato turco per esprimere solidarietà nei confronti di Afrin, uno dei cantoni del Rojava, area a maggioranza curda della Siria del Nord. lì, fin dal 2012, si sperimenta una strutturazione confederale.

Manifestazione al consolato turco di Marghera

Blitz dei centri sociali

Gli attivisti dei centri sociali del Nordest e dell'associazione Ya Basta Edi Bese, una volta negli uffici del consolato, hanno srotolato uno scriscione con scritto #DefendAfrin e hanno urlato al megafono tutta la loro riprovazione contro la politica del presidente turco Erdogan, tacciato di "voler allargare e imporre nella vicina Siria la stessa versione islamista del fascismo che sta applicando in patria". Per questo motivo i manifestanti hanno inviato un fax alla sede romana dell'ambasciata turca spiegando che quella del Vega, al palazzo Lybra, era stata occupata in maniera pacifica e simbolica.

"Sono stati abbandonati dal mondo intero"

"Il Rojava, con le sue milizie popolari, YPJ (unità di protezione delle donne) e YPG (unità di protezione popolari), è stato un baluardo inespugnabile contro cui si sono infrante bande islamiste che infestano la regione - hanno spiegato gli attivisti - Sia i cosiddetti "ribelli" siriani che l'Isis sono stati battuti dai partigiani e dalle partigiane del Rojava, che lo scorso autunno hanno liberato la stessa capitale del “califfato nero”, Raqqa. Stati Uniti, Unione Europea e Russia avevano applaudito gli autori della disfatta dell'Isis mesi fa, salvo abbandonarli ora alla vendetta del vero capo dell'islamismo in tutto il Medio Oriente, Erdogan. Nel silenzio e nell'indifferenza del mondo, da più di venti giorni i partigiani e le partigiane di Afrin combattono da soli contro l'esercito turco, il secondo esercito Nato, e le milizie islamiste siriane sue alleate. Sono migliaia i caduti, tra combattenti e civili". Sul posto per controllare la situazione sul fronte dell'ordine pubblico tre volanti della polizia e una gazzella dei carabinieri.

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