I lavoratori del settore crociere manifestano a Venezia

L'iniziativa è in corso venerdì mattina. «Porto = lavoro», dicono gli addetti, che chiedono l'attenzione del governo

La manifestazione

Con lo slogan "ripartire subito" è in corso, venerdì mattina, una manifestazione organizzata dagli addetti del porto crociere di Venezia e dai lavoratori dell'indotto collegato. L'iniziativa si svolge sia a terra che in acqua, su barche, ed è iniziata alle 11 nell'area di Punta della Dogana.

Crociere e lavoro

Per i manifestanti è necessario che Venezia «si confermi homeport per il mercato crocieristico internazionale», un tema considerato centrale per l'economia locale. Viene contestata «l’incapacità della politica e di una parte delle realtà imprenditoriali di creare un terreno di confronto e di progettualità». Pesa certamente la situazione di incertezza sulla ripresa delle crociere legata alla pandemia, ma il problema è molto più profondo e riguarda le decisioni sui percorsi e la sosta delle "grandi navi" in città, con la grande mole di turisti che portano con sé.

In questo momento, dicono, la mancata ripartenza della crocieristica a Venezia «sta mettendo in seria crisi migliaia di famiglie compromettendo il loro futuro». «La crocieristica è un’industria fondamentale, il porto di Venezia è un porto di imbarco e sbarco, che quindi coinvolge un’ampia filiera economica con un valore di 400 milioni di euro tra spesa diretta ed indotto». Sono coinvolti «cittadini che non vogliono vivere di assistenzialismo bensì della dignità del proprio lavoro, che oggi, più che mai a seguito del Covid, sembra piegato ad una volontà di relegare la città ad una funzione di museo all’aria aperta o, peggio, di città fantasma. Siamo convinti che il lavoro e la tutela dell’ambiente, dove noi stessi viviamo, possano e debbano convivere in un ragionevole equilibrio reso possibile dal dialogo, dalla tecnologia e dal saper guardare al futuro».

«Malgrado il recente Dpcm abbia dato la possibilità al settore di riprendere i viaggi in crociera - spiegano ancora - Venezia non è stata contemplata negli scali scelti dalle compagnie a causa della perdurante indecisione politica e, soprattutto, dall’assordante silenzio delle istituzioni, dando il colpo di grazia a tutti quei lavoratori che da novembre sono a casa, prima per l’acqua granda e poi a causa del lockdown, la maggior parte dei quali sta esaurendo gli ammortizzatori sociali o non può contare su alcun tipo di sussidio».

L'autorità portuale

L'iniziativa è stata commentata dall'Autorità portuale, che in una nota ha ricordato le attività avviate recentemente, in particolare «l’erogazione dei primi fondi destinati al sostegno dei lavoratori delle compagnie portuali» e «gli imminenti escavi manutentivi che permetteranno il ripristino delle profondità dei canali garantendo così l’accessibilità nautica agli scali di Venezia e Chioggia». Il commissario Pino Musolino, specifica la nota, non ha partecipato direttamente perché «la manifestazione di oggi, di cui si condivide l'importanza, si tiene a ridosso delle elezioni amministrative e potrebbe sfociare su finalità non convergenti con gli interessi portuali e le funzioni istituzionali dell’ente».

Porto e scavi, la posizione del sindaco

Alla manifestazione era presente anche il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro: «Abbiamo bisogno di un governo che decida, non solo per questi lavoratori ma per tutta la città, per le loro famiglie e le altre categorie come i gondolieri, i trasportatori. Non è solo il tema delle crociere, è l'idea di un porto. Ci sono i canali da scavare: noi abbiamo già votato sulle navi, sul percorso tramite il canale Vittorio Emanuele. Ci hanno espropriato il diritto di decidere sulle nostre acque facendo un'agenzia per Venezia che è in mano a Roma». Sulle opere più urgenti, ha detto, «devono scavare i canali e dare la soluzione sulle navi, devono dire qual è il futuro di questa gente. C'è il protocollo fanghi che si continua a rinviare, il Mose. Stiamo premendo perché  lo finiscano, poi vogliono gestirlo da Roma».

M5s: «Servono soluzioni coordinate e sostenibili»

Diversa la posizione di Sara Visman, consigliera comunale e candidata sindaca per il M5s: «Oggi a Punta della Dogana non siamo andati, perché riteniamo che le passerelle siano inutili e poco rispettose dei lavoratori che temono per il loro futuro, perché quelli che vanno a fare passerella sanno benissimo di non avere la soluzione in tasca. Noi i lavoratori della Marittima li abbiamo già incontrati l'altra settimana, toccando con mano la grandissima difficoltà del comparto. Stiamo lavorando con i nostri ministri al governo per trovare soluzioni praticabili, che uniscano l'equilibrio ambientale della laguna con il mantenimento del lavoro in Marittima, preso atto che sarà impossibile che tutto torni come prima del lockdown. Progetti che dovranno essere innovativi e ben coordinati, che non arrivano con un colpo di bacchetta magica e che dovranno avere alcuni punti fermi non derogabili. Tra cui il netto rifiuto della soluzione di Porto Marghera, irricevibile e non competitiva sul mercato della crocieristica che, lo ribadiamo, per noi non si discute». 

Baretta: «Il Porto non è di parte»

«Dobbiamo far ritornare le crociere a Venezia - afferma il candidato sindaco Pier Paolo Baretta -. Appena la crocieristica riparte Venezia deve essere pronta ad accogliere le navi, evitando che passino per San Marco. Con gli approdi transitori tra San Leonardo, Fusina e Marghera è possibile una soluzione concreta. Senza scavare nuovi canali, senza precostituire soluzioni definitive. È necessario, pertanto, realizzare sin da subito, gli interventi necessari. Ho deciso di essere presente oggi “tra” i lavoratori del porto – continua Baretta – che hanno manifestato per il lavoro. In gioco c’è l’occupazione e il futuro di un settore importante per l'economia della città. Il Porto non è di parte! Appartiene a Venezia e tutti insieme dobbiamo difenderlo».

Martini: «La responsabilità è di chi oggi cavalca la protesta»

Per il candidato sindaco Giovanni Andrea Martini «oggi chi ha guidato in questi anni la politica cittadina protesta contro le compagnie di crociere che fino a qualche giorno fa venivano difese anche se facevano scempio della laguna e mettevano in pericolo la città. In realtà non sono loro il pericolo: perseguono quello che, per loro natura, è l’obiettivo: il profitto. I responsabili del disastro sono quelli che oggi vogliono cavalcare la protesta. Il sindaco, in primis, che con le crociere ha anche stretto rapporti diretti di affari, e il Pd cittadino, guidato oggi da Baretta, che ha sempre sposato le tesi del sindaco senza tener in nessun conto quanto i cittadini di Venezia (e del mondo) chiedevano. Se la politica cittadina avesse voluto l’interesse dei cittadini e dei lavoratori avrebbe da tempo percorso altre strade per diversificare la potenzialità del lavoro al porto».

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