Manifestazione vietata al Lido, gli operatori dello spettacolo vanno in strada lo stesso

Operatori, gruppi e sindacati in attesa del bonus di ferragosto e del lavoro che non torna. «Siamo in ginocchio». Il 9 settembre mobilitazione al palazzo del Cinema. Negato anche il flash mob del Caal

Una immagine della manifestazione dopo il lockdown dei lavoratori dello spettacolo

Volevano manifestare con l'autorizzazione il 9 settembre prossimo alle 18.30, davanti al palazzo del Cinema al Lido, alla Mostra, ma la questura glielo ha negato. Così la rete delle maestranze dello spettacolo veneto, parte del movimento nazionale dei professionisti dello spettacolo "Emergenza continua", ha fatto sapere che la mobilitazione si farà lo stesso. «Domani lo ribadiremo in conferenza, ai Giardini della Biennale alle 12», dice il portavoce Jacopo Povelato dei lavoratori dello spettacolo. «Dietro ai red carpet e ai concerti in piazza San Marco vogliamo ricordare che ci sono migliaia di lavoratori in questo momento in grave difficoltà».

I bonus

Qualcuno con la partita iva ha beneficiato del sussidio da 600 euro, ma non sono fondi che bastano a sopravvivere», dice Povelato. Già intermittenti e precari nella normalità, spiegano gli operatori del settore, «molti di noi con il Covid sono finiti in ginocchio. Abbiamo manifestato davanti all'Inps, in Regione, e proprio quest'ultima aveva assicurato l'erogazione di un ulteriore bonus da 1000 euro per gli addetti dello spettacolo», attraverso un accordo con le Inps locali. Da ferragosto però i soldi attesi non sono arrivati, anche se sembrava dovesse trattarsi di un versamento automatico, in base ai dati già in possesso dall'Istituto di previdenza sociale, dei percettori del primo bonus.

Farsi vedere

Della rete fanno parte operatori, sindacati di base come Adl Cobas, «coloro che sono fermi e non lavorano da mesi. Avevamo garantito alla polizia che avremmo rispettato il distanziamento, indossato le mascherine durante la mobilitazione, siamo persone responsabili - dice il portavoce della rete -  non prendiamo sotto gamba il virus, pur avendo bisogno farci sentire. Non possiamo stare zitti e fermi. Con questo ritorno dei contagi e questo diniego sarà difficile essere in migliaia come avremmo voluto, ma qualche centinaio di noi ci sarà come delegazione. Manifestiamo lo stesso - conclude - consci dei rischi cui potremmo incorrere e dispiaciuti, ma noi abbiamo la necessità di protestare perché c'è gente che non può più dar da mangiare alla famiglia».

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Negato anche il flash mob

Negato dalla questura anche il flash mob di mercoledì 2 settembre dalle 18 alle 19.30 a Santa Maria Elisabetta, che il comitato ambientalista Altro Lido (Caal) aveva chiesto di poter svolgere. «Abbiamo il massimo rispetto per il lavoro di quanti hanno responsabilità in ordine alla pubblica sicurezza - scrive Salvatore Lihard, presidente del comitato - Sono rimasto tuttavia sorpreso dal diniego ricevuto. Invero non si sarebbe trattato di un gran assembramento di persone: erano state quantificate in appena “20-30” e solo per un “flash mob”, cioè per un evento rapido, per richiamare l’attenzione delle pubbliche autorità sulla nota sofferenza della mobilità nell’isola, funestata di recente anche da gravissimi incidenti. Come il signor prefetto ben può ricordare - conclude - da anni questa associazione evidenzia la mancanza per il Lido dell’obbligatorio Piano Urbano del Traffico. Non condividiamo le ragioni del vostro diniego, ma vi daremo osservanza».

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