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La manifestazione in campo Santo Stefano

La manifestazione in campo Santo Stefano

#siamoaterra: il mondo di locali e ristorazione scende in campo a Venezia

L'iniziativa si tiene in contemporanea in varie città. I ristoratori si sono seduti a terra in campo Santo Stefano, è intervenuto anche l'assessore Costalonga

Anche a Venezia le categorie interessate dagli ultimi provvedimenti governativi hanno organizzato un'iniziativa di protesta contro le restrizioni imposte per contenere la diffusione della pandemia. Dalle 11.30 si è svolta in campo Santo Stefano la manifestazione organizzata da Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) e Confcommercio, con l'appoggio nella città lagunare di Aepe (Associazione esercenti pubblici esercizi) e Anbc (Associazione nazionale banqueting & catering): i partecipanti hanno allestito tovaglie apparecchiate a terra e si sono seduti sui masegni, mentre i promotori, al microfono, hanno lamentato le difficoltà della categoria. Iniziative di protesta si sono svolte nei giorni scorsi in diverse città d'Italia, sempre in risposta alle norme contenute nel nuovo Dpcm del 24 ottobre, tra cui l'obbligo di chiusura dei locali alle 18. La manifestazione di oggi si è tenuta in contemporanea in una ventina di città.

VIDEO: il sit-in e le parole dei manifestanti

È intervenuto anche l'assessore al Commercio del Comune di Venezia, Sebastiano Costalonga: «Mi auguro che il governo vi ascolti, che venga compreso il valore della manifestazione e che questo messaggio arrivi a destinazione: hanno messo in ginocchio la nazione, se sono davvero democratici devono capire, ascoltare e fare un passo indietro. Non si muore solo di Covid, moriremo di fame. I ristoratori hanno fatto di tutto per organizzarsi nel rispetto delle norme, ora tutto questo investimento non può cadere nel vuoto. Lanciamo un grido di allarme forte perché rischiamo di perdere tutto il tessuto lavorativo e sociale. Questi sono imprenditori e lavoratori che credono nelle loro aziende». L’assessore ha anche deciso di aprire un tavolo con le associazioni di categoria e i sindacati per «raccogliere istanze, competenze e risorse» ed «elaborare soluzioni concrete». Al tavolo parteciperà anche il consigliere Emanuele Rosteghin assieme a tutto il gruppo consiliare del Pd.

Parole simili erano state espresse ieri, tramite una nota, da Confesercenti Venezia: «Limitando tutte le attività legate alla vita serale si è voluto provocare una sorta di lockdown non dichiarato - spiega Emiliano Biraku, coordinatore Confesercenti per il centro storico di Venezia - Le conseguenze sono drammatiche per le categorie direttamente colpite, ma le ricadute si estendono anche alle altre attività commerciali e di servizio così che più di qualcuna si rassegnerà ad una chiusura anticipata. Del resto, perchè tenere aperti i negozi se non c'è nessuno in giro nei campi e nelle calli?».

Sulle difficoltà degli alberghi si è espresso invece il deputato della Lega Alex Bazzaro, consigliere comunale a Venezia, che in una nota ha scritto: «È un'ulteriore mazzata per gli albergatori veneziani: sono tante, troppe, le cancellazioni delle prenotazioni che stanno arrivando in queste ore nelle strutture in laguna. Il comparto alberghiero di Venezia è duramente messo in ginocchio. Come si può pensare di riempire gli alberghi se, una volta giunti in città, i turisti non sanno dove cenare o a quali eventi partecipare. Non tutti gli hotel possono offrire il servizio ristorante e nessuno cena prima delle 18. Si avvicina il week end di Ognissanti e purtroppo le disdette sono numerose, per non parlare di quelle per le prossime festività di Natale».

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