Cronaca Santa Croce / Piazzale Roma

Due cortei per mandare le grandi navi via da Venezia il 9 giugno

La prima manifestazione alle 10. Scontri all'ingresso del Porto con le forze dell'ordine. La seconda dalle 16 bloccherà il canale della Giudecca

Forze dell'ordine bloccano i manifestanti

Si è conclusa la manifestazione acquea organizzata nel pomeriggio di domenica dal comitato No grandi navi contro il passaggio delle imbarcazioni da crociera davanti a Piazza San Marco. Il blocco del canale della Giudecca da parte di decine di barche ha comportato la partenza ritardata delle navi che dovevano salpare dalla città per effettuare l'itinerario crocieristico nel Mediterraneo. "Il bilancio di questa lunga giornata è più che positivo - commenta Silvio Testa, portavoce del comitato - perché la città ha detto chiaramente che non vuole questo tipo di crocierismo e che le grandi navi devono restare fuori dalla laguna". Testa lancia un messaggio anche al sindaco Giorgio Orsoni che il 13 giugno incontrerà il ministro per affrontare la questione. "Se porterà avanti l'idea di spostare le navi a Marghera - spiega Testa - sappia che lo farà senza nessun mandato popolare perché il comitato vuole che le imbarcazioni da crociera stiano fuori dalla laguna".

Arriva oggi a conclusione la tre giorni di protesta organizzata dai gruppi “No grandi navi” a Venezia. Dopo i concerti, i comizi e le notti in tenda nei campi di Sacca Fisola, le migliaia di manifestanti arrivati da tutta Italia e persino dal resto d'Europa oggi organizzeranno ben due cortei in centro storico. Il primo, a piedi, partirà alle dieci del mattino da piazzale Roma per arrivare fino al mercato ortofrutticolo, il secondo, a partire dalle dalle sedici, vedrà invece gli attivisti “occupare” il canale della Giudecca.

PORTO O NON PORTO? - Gli agenti della questura sono pronti a schierarsi a catenaccio davanti ai cancelli della Marittima, zona interdetta al corteo di questa mattina. Ai manifestanti, infatti, è stato intimato già nei giorni scorsi di fermarsi al mercato, ma per la polizia il rischio di “sconfinare” è molto concreto. Tra gli organizzatori della tre giorni “Par tera e par mar”, però, ancora nessun commento se non, come riporta il Gazzettino, qualche laconica ammissione che il porto, alla fine, lo si vorrebbe raggiungere. La tensione quindi è alta in vista della protesta che partirà alle 10, anche perché, come sottolinea la Nuova Venezia, questa volta gli attivisti armati di striscioni saranno molti di più che in passato.

ALLA GIUDECCA – Alle 16, invece, la protesta ripartirà, arrivando direttamente tra i canali del centro storico. Anzi, per essere precisi a diventare punto cardine della manifestazione sarà proprio il canale della Giudecca, quella via d'acqua tanto utilizzata dalle navi da crociera e che si vorrebbe invece chiudere una volta per tutte. I manifestanti salteranno a bordo di barconi e natanti per bloccare il canale al passaggio, e gli organizzatori dell'evento hanno persino affittato un battello Actv per trasportare gli attivisti da una riva all'altra.

GRANDI NAVI E GRANDI OPERE – Ma il tema della tre giorni a Venezia non è stato solo quello delle grandi navi, anche se si è trattato certamente dell'argomento più discusso. Sul tavolo, infatti, torna anche la questione delle “grandi opere inutili e imposte”, come le definiscono gli attivisti. Proprio nei giorni in qui è stata posata la prima paratoia del Mose, si torna quindi a discutere di progetti faraonici considerati dannosi per la comunità. A Sacca Fisola, alla Giudecca e a piazzale Roma, insomma, assieme ai manifestanti che chiedono il blocco dei grandi natanti ci saranno anche gli attivisti del “No Tav”, e con loro persino gruppi francesi e tedeschi che portano avanti battaglie similari nei loro paesi. Venezia diventa quindi palcoscenico internazionale dello scontento di chi chiede “un futuro rispettoso dell'ambiente e dei cittadini”.

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