Un megastriscione contro grandi navi, monocultura turistica e inquinamento

Sabato, a Venezia, vari comitati si sono schierati assieme a favore di «un modello diverso di città»

Manifestazione No Nav sabato 13 giugno 2020. Foto @global_project

Oggi, sabato 13 giugno, sono tornati in scena alle Zattere i No Grandi Navi, stavolta con una "famiglia allargata" che ha accolto anche i temi della residenzialità, dell'inceneritore di Fusina e della monocultura turistica nella città lagunare. Diverse le sensibilità, unico l'impegno: contrastare la speculazione, puntare a un modello di città vivibile, sostenibile, a misura di uomo e di residenti. «Migliaia di persone oggi a Venezia per lanciare un messaggio sull'importanza della tutela di questa città che sta dicendo basta. Basta con la speculazione sul territorio, sulla salute e sulla vita delle persone», hanno detto gli attivisti. È la seconda catena umana a Venezia in questa fase post-Covid, dopo quella del primo giugno che aveva raccolto centinaia di militanti del comitato area ex gasometri e cittadini, riuniti contro la realizzazione di un residence di lusso a Castello e contro gli approdi alle Fondamente Nove per i lancioni gran turismo.

L'inceneritore

La manifestazione di oggi è stata lanciata nei giorni scorsi anche da Opzione Zero, uno dei comitati che contrastano la realizzazione della terza linea dell'impianto del termovalorizzatore di Ecoprogetto a Fusina. Per questa opera è stato chiesto e ottenuto il parere Via (valutazione impatto ambientale) regionale. Ma ora l'assessore all'Ambiente della Regione Veneto Gianpaolo Bottacin vuole un tavolo con il governo, e con il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, per procedere con lo step successivo: l'Aia (autorizzazione integrata ambientale). Alle Zattere c'era anche una rappresentanza del M5s, tra cui la consigliera comunale Elena La Rocca: «Dobbiamo riprendere in mano la città - ha detto - per salvaguardare la nostra salute e fare scelte ambientalmente sostenibili. Altrimenti la lasciamo nelle mani del profitto e dei privati. Stanno costruendo inceneritori invece che lavorare sulla riduzione dei rifiuti, stanno buttando giù il verde per costruire parcheggi, continuano a far passare le grandi navi, vogliono costruire alberghi. Siamo mobilitati anche come genitori sul tema dell'inquinamento ambientale, perché i nostri bambini sono i primi a subirne le conseguenze. Diciamo "no" a tutto questo». Enrico Cappelletti, candidato presidente del Veneto per il M5s, ha commentato: «È da vent'anni che facciamo queste battaglie contro gli inceneritori, contro l'inquinamento. Vent'anni fa ad amministrare la Regione c'erano le stesse persone che ci sono adesso. Non possiamo più accettare queste cose, dobbiamo fare in modo che in questa città si investa nell'economia sostenibile».

Un modello diverso

«La catena umana da San Basilio a punta della Dogana - ha scritto Opzione Zero - vuole riaffermare ancora una volta che l'unico futuro possibile e necessario per Venezia, per il territorio metropolitano e regionale, è quello che guarda alla riconversione ecologica, al lavoro degno, alla giustizia sociale, alle relazioni solidali. Mose, grandi navi, inceneritore, Pedemontana e il fossile rappresentano nel nostro territorio quel sistema predatorio finalizzato a consolidare un blocco di potere politico, economico, finanziario senza scrupoli». Contro l'inceneritore si è schierato ripetutamente anche il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin. Contro le grandi navi il presidente della Municipalità di Venezia, Giovanni Andrea Martini. 

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