Cronaca Zattere

Ritorno del movimento No Grandi Navi alle Zattere. Giornata di protesta e di festa

Il comitato ha fatto ritorno in laguna contestualmente al passaggio della Msc Orchestra, oggi salpata dalla Marittima e ripartita attraverso il canale della Giudecca verso l'Adriatico

manifestazione No grandi navi al passaggio della Msc orchestra sabato 5 giugno

Una giornata di protesta, ma anche di festa, musica, striscioni colorati e giochi per bambini. Il movimento "No Grandi navi" è tornato alle Zattere in occasione del passaggio della Msc Orchestra, la prima nave da crociera arrivata a Venezia giovedì, attraccata in Marittima, e che ha ripercorso il canale della Giudecca nel pomeriggio di sabato per uscire dalla bocca di porto del Lido e proseguire per l'Adriatico. Le tante anime raccolte sotto la bandiera con la scritta in rosso "No Grandi navi" e l'immagine della nave barrata, che hanno riempito la riva: un migliaio tra militanti, cittadini di tutte le età, giovani, e altri gruppi a scandire slogan: «Fuori le navi dalla laguna» agitando fumogeni colorati, a terra e in mare. I barchini a circondare la crociera trainata da tre rimorchiatori e un quarto ad aprirle la strada. 

Anche alcune barche dei Trasbagagli a un certo punto fra i natanti della protesta. Sono i topi della cooperativa dei portabagagli delle crociere che secondo il leader del movimento No nav, Tommaso Cacciari, non dovevano essere lì. Cacciari ha raggiunto la polizia è scagliato addosso al vicario della questura Eugenio Vomiero la rabbia. «Questo spazio era stato autorizzato dalla questura per una manifestazioine che con la polizia noi abbiamo concordato punto per punto», ha detto. Quello è stato l'unico momento di tensione. I portabagagli del comitato "Venezia Lavora" stavano infatti festeggiando, contemporaneamente il passaggio delle navi ì, scortando assieme a una trentina di taxi granturismo, pilotine e ormeggiatori la Msc lungo il canale. Il momento più a rischio per la possibilità che entrassero in contatto. Tutto sotto il controllo delle forze di polizia, che si sono avvicinate con due moto d'acqua a un certo punto per distanziare le imbarcazioni da trasporto dalle altre. «Un fatto grave  - ha commentato Cacciari - è successo che noi ci siamo fermati e loro invece ci sono venuti addosso. La questura ha permesso a dei provocatori di fare questo. Ma i provocatori e i trucchetti della crociera partita in anticipo per evitare la manifestazione non hanno rovinato questa mobilitazione».

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