Pensioni, migliaia di persone a Venezia per il corteo e il comizio a Santa Margherita

La manifestazione si è mossa dalla stazione Santa Lucia alle 9.30, poi lungo serpentone tra le calli. Sul palco, tra gli altri, il segretario Cgil Susanna Camusso

Foto di Niky Zago e Massimo Meneghetti - twitter

Si sono riuniti già di prima mattina nel piazzale antistante la stazione di Santa Lucia, pronti a farsi sentire. Sono a migliaia, 7mila secondo le stime dei sindacati, i lavoratori e pensionati (ma anche giovani) che sabato mattina prendono parte alla manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil per sollecitare il Governo ad aprire un tavolo sulla questione delle pensioni. "I lavoratori veneti verranno a raccontare le loro storie - avevano spiegato i sindacati - fatte di difficoltà quotidiane e preoccupazioni per il futuro di sé e dei propri figli a fronte della crisi che ha bloccato il mercato del lavoro e di un sistema previdenziale che delinea prospettive di povertà per le pensioni dei giovani, obbliga alla permanenza al lavoro fino a tarda età persone adibite a lavori gravosi e penalizza le donne".

Il lungo serpentone, armato di bandiere rosse e cartelli, ha cominciato a snodarsi lungo le calli e i campi della città, e giungerà fino a Campo Santa Margherita, dopo aver attraversato il ponte degli Scalzi, San Simeon Piccolo, giardini Papadopoli, salizada San Pantalon. Dopo la lunga processione, spazio ai comizi. A prendere la parola sono stati i segretari regionali di Cisl e Uil, Onofrio Rota e Gerardo Colamarco, seguiti, per l’intervento conclusivo, dal segretario della Cgil, Susanna Camusso.

La sindacalista ha spiegato la necessità di "riscrivere lo statuto dei lavoratori attraverso un'iniziativa popolare". "Abbiamo fatto una campagna di assemblee cui hanno partecipato anche gli iscritti alle altre organizzazioni - ha detto dal palco - La nostra proposta la offriamo a tutte le forme di organizzazione del lavoro e a tutto il dibattito del Paese". Ma in primo piano per la leader Cgil c'è anche la riforma della legge Fornero. "Le pensioni - ha affermato - devono cambiare radicalmente, deve cambiare la norma per quel che riguarda la costruzione di una previdenza per i giovani, la possibilità non di immaginarsi un futuro da poveri, ma di persone che nella loro vita lavorativa metteranno insieme una condizione civile di pensione".

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I MOTIVI DEL CORTEO - Le richieste dei sindacati vertono sulla tutela delle pensioni attuali, per le quali chiedono di prevedere dei meccanismi di salvaguardia nel tempo. Lo scopo è quello di ottenere un intervento stutturale che dia certezze ai lavoratori, soprattutto precari, apportando correttivi al contributivo, ripensando la gestione separata Inps, promuovendo forme di solidarietà come il ricorso alla contribuzione figurativa. Indispensabile poi un accesso flessibile al pensionamento a partire dai 62 anni di età (oppure con combinazioni tra età e contributi) escludendo misure fortemente penalizzanti, quali il ricalcolo col contributivo, per le pensioni di vecchiaia e portare i requisiti a 41 anni di contributi per quelle di anzianità, oltre al riconoscimento dei lavori usuranti, rendendo più agevoli le regole ed estendendoli a settori oggi esclusi, e del lavoro di cura delle donne.

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