Nella giornata mondiale dello studente, cortei per alternanza scuola lavoro e università

Il 17 novembre nuova ondata di proteste della Rete e del Coordinamento degli Studenti Medi. Tanti i temi, come l'approvazione dello Statuto per gli studenti in alternanza

L'appuntamento è per venerdì prossimo, partenza alle 9 da Piazzale Roma. Gli studenti tornano in piazza, un corteo che terminerà in Campo San Bartolomeo, in occasione della Giornata mondiale dello studente, organizzata per ricordare la rivolta studentesca del 1939 a Praga, contro l'occupazione nazista, che terminò con l'eccidio di nove persone e la deportazione di altre 1200 nei campi di concentramento.

In vista della giornata di mobilitazione studentesca, anche il Coordinamento degli studenti medi parteciperà con iniziative e manifestazioni proprie. Quest'ultimi hanno rilasciato una nota in cui declinano il proprio punto di vista sulla tematica scuola-lavoro e su questioni spinose come le spese ingenti per libri e trasporti, che attanagliano tante famiglie: "usciremo dalle aule e ripopoleremo le piazze, perché è finito il tempo in cui con stupidità e miopia accettiamo la Loro idea di diritto allo studio. E' arrivato invece il momento di osare, immaginando una scuola diversa e rivendicandola con le grida delle nostre mille voci, attraverso i nostri mille volti." Il corteo del Coordinamento degli studenti medi inizierà alle 9 del mattino di fronte alla stazione di Mestre. 

Statuto degli studenti in alternanza

Gli Studenti Medi, per onorare la memoria di ieri e per continuare la lotta per i diritti degli studenti di oggi, hanno indetto la mobilitazione a livello nazionale, che fa seguito a quella dello scorso 13 ottobre sui temi della'alternanza scuola-lavoro, sui fondi per l'edilizia scolastica e sul numero chiuso all'università. Ma questa volta le rivendicazioni sono più precise. Gli studenti, infatti, richiedono l'approvazione dello Statuto degli studenti in alternanza, ovvero di quella carta che sancisce i diritti e doveri dello studente impegnato nel progetto. SI tratta di uno statuto scritto collettivamente, nel corso di riunioni e assemblee. L'obiettivo è quello di vederlo approvato in tutte le scuole, con raccolta firme e dialogo del preside di turno. In questo senso, si sono già mossi i primi passi nei licei Foscarini, Franchetti e Benedetti-Tommaso.

Università a numero chiuso

Secondo grande tema, quello dell'abolizione del numero chiuso come sistema di ingresso ai cordi di studio universitari. "La Rete degli Studenti e l’Unione degli Universitari - spiegano gli attivisti - concordano nel considerare il numero chiuso come un attacco al diritto allo studio, in quanto esso giustifica e promuove la scorretta competizione fra studenti. Gli studenti dovrebbero avere la possibilità di studiare in qualsiasi università pubblica, ma questi sistemi di selezione frustrano ogni ambizione e speranza, tra l’altro in un paese in cui solo il 26% della popolazione ha una laurea, penultimo paese nell'Unione Europea".

Fondi per l'edilizia scolastica

Ultima questione è quella relativa ai fondi destinati all'edilizia scolastica. "La scuola italiana è sottofinanziata, per questo nei giorni scorsi la Rete ha promosso iniziative di sensibilizzazione a riguardo - spiegano gli Sudenti Medi - La legge di bilancio dovrebbe essere approvata in parlamento il 30 novembre e ancora una volta non ci sono le sufficienti risorse per mantenere un livello decente di scuola pubblica. In molte scuole di Venezia cadono calcinacci e coppi, la carta igienica manca, e tanti altri piccoli problemi quotidiani".

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"È tempo che gli studenti si impegnino tutti insieme per il raggiungimento di questi obiettivi - dichiara Stefano Pravato, coordinatore provinciale della Rete degli Studenti Medi Venezia-Mestre - È ora che riprendano in mano la loro libertà. Libertà significa obbedire alla legge che ci si è dati, non a quella che ci viene imposta. In questo senso abbiamo pensato di far scrivere lo Statuto degli studenti in alternanza dai diretti interessati. Scendiamo in piazza il 17 novembre per cambiare il paese, cambiando la scuola. Per prenderci i diritti che ci spettano. Per onorare i compagni di un tempo. Per farci rispettare. Per farci riflettere. Durante il corteo alcuni studenti si svestiranno e rimarranno in mutande rosse, per dimostrare appunto, in modo provocatorio, che la scuola lascia le famiglie degli studenti in mutande".

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