"Mara Trevisan, custode di memorie locali, presenta il libro 'Ali per volare e radici per tornare'"

L’autrice, grande appassionata di storia del suo territorio, lo presenterà a Concordia Sagittaria sabato 2 dicembre. Dal libro è tratto anche uno spettacolo teatrale, il primo in dialetto concordiese, che andrà in scena a Trieste e Concordia Sagittaria.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Riceviamo e pubblichiamo: "In ogni paese, in ogni città, c’è qualcuno che si occupa di conservare i ricordi dei tempi che furono per tramandarli ai posteri e per farli rivivere ai propri coetanei. Sono figure preziose, i custodi della memoria, perché con il loro lavoro certosino ci aiutano a rammentare dove affondano le nostre radici, per poi proiettarci verso il futuro con maggiore consapevolezza. Di questa delicata operazione si è fatta carico la concordiese Mara Trevisan, ex maestra e grande appassionata della storia locale, che nel libro fresco di stampa “Ali per volare e radici per tornare” (Edizioni concordiesi/Tipografia Sagittaria, 2017) affianca vicende personali e memorie collettive per ricostruire la vita e le usanze del paese di Concordia Sagittaria (VE) nella prima metà del ‘900. Il libro sarà presentato al pubblico dall’autrice affiancata dalla collega, amica e coetanea Vittoria Pizzolitto e in presenza del Sindaco, sabato 2 dicembre alle 10.30 nella Sala Consiliare del Palazzo Municipale di Concordia Sagittaria. E’ una grande biografia collettiva, il frutto di una fervente passione che ha portato Trevisan a effettuare più di quindici anni di ricerche, di raccolta di fotografie d’epoca e testimonianze di vita vissuta. “E’ un ritorno a tappe all’infanzia degli anni cinquanta, lo spunto per descrivere condizioni di vita e usanze locali - racconta l’autrice -. La storia individuale s’intreccia con le vicende di persone che hanno contribuito a dare una nuova fisionomia al territorio, che ritornano attraverso il ricordo. Le testimonianze e le numerose fotografie recuperate dagli album di famiglia, in parte confluite in questo libro, onorano lo spaccato di una realtà misconosciuta: l’epopea della bonifica, le fatiche quotidiane del lavoro incessante e rituale della terra, le innumerevoli incombenze delle donne, la vitalità dei bambini, la sacralità che avvolgeva ogni cosa insieme ad ataviche reminiscenze di culture antiche permeate di spiriti, di maghi e di streghe. Un modo di vivere che perdurava immutato da secoli nelle campagne e che poi si è dissolto con una fretta tale da cogliere impreparate molte persone, specie chi, nato tra gli anni ’50 e ’60, è stato testimone di una rivoluzione epocale che ha coinvolto la vita sociale, culturale, economica”. La scrittura ha concretizzato queste storie in una serie di fotogrammi, utilizzando in alcuni passaggi il dialetto locale, duro, essenziale, tagliente ma ricchissimo di espressività e di significati, per evidenziare la sintonia con la gente che lo ha coniato e che lo parla. Il volume è il secondo della nuova collana “Il Novecento concordiese", fondata dallo storico Ugo Perissinotto, che si propone di pubblicare libri sulla storia e sul dialetto locale. “Il nostro obiettivo è dare vita a un presidio della cultura immateriale di questo territorio, tutto quell’insieme di storie, tradizioni, leggende e aneddoti che trasmettendosi oralmente andrebbero a perdersi”, spiega l’ex maestra. Lei, che ha calcato le aule scolastiche per 42 anni, ha insegnato la storia locale a generazioni di scolari attraverso il teatro, che è un’altra delle sue grandi passioni. Non a caso dal libro ha tratto una commedia teatrale, che ne ripropone in scena alcuni tra gli sketch di vita più gustosi: “E’ stato scelto un taglio comico per sdrammatizzare vissuti a volte pesanti, che però la mia gente ha saputo cogliere nel verso giusto: questa commedia vuole essere un omaggio a tutti loro”, dice l’autrice. “El rosario in taa staa” (Il rosario nella stalla), interpretata dalla Compagnia La Bottega e con la regia di Filippo Facca, sarà proposta il 15 dicembre alle ore 21 a Trieste, al Teatro Miela, in occasione del Festival Internazionale Ave Ninchi, e debutterà a Concordia Sagittaria, al Cinema C, il 16 e il 17 dicembre alle 21. Sarà una data storica, la prima volta in cui verrà messa in scena una commedia in dialetto concordiese. Mara Trevisan ha iniziato a insegnare nella scuola primaria a 19 anni, specializzandosi nell’insegnamento della matematica. Nei suoi 42 anni d’esperienza didattica ed educativa ha sperimentato con i suoi alunni un nuovo modo per imparare la storia locale, attraverso un progetto di teatro: “La storia di Concordia”. La ricerca sul territorio condotta con gli alunni ha prodotto un libro sulla storia locale, “L’album dei ricordi”, che raccoglie testimonianze e foto inedite. Questo nuovo libro può essere un piccolo spunto per coloro che credono che ricordare, comprendere, conoscersi e ricongiungersi alle proprie radici siano i presupposti necessari per accettarsi e cominciare a volare, in modo consapevole".

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