l'omicidio / Marcon

Caso Alex Marangon, nuovo sopralluogo all'abbazia. Si cercano arma e movente

Gli inquirenti convinti che l'omicida debba trovarsi tra i partecipanti al ritiro "sciamanico", l'area battuta palmo a palmo cercando tracce di sangue

Si stringe il cerchio intorno al possibile omicida di Alex Marangon, il 25enne di Marcon che ha perso la vita la notte tra il 29 e il 30 giugno, picchiato violentemente e gettato nel fiume dopo essersi allontanato da un evento con musica e rituali di rimando sciamanico all'abbazia di Vidor (Treviso). Un fascicolo per omicidio volontario ancora senza indagati.

Gli inquirenti sono ormai convinti che i responsabili siano da ricercarsi all'interno dei venti partecipanti al ritiro nell'abbazia, nonostante l'organizzatore Andrea Zuin abbia sempre negato la possibilità. Per questo tutti i partecipanti sono stati sentiti più volte, compresi i due "curanderi" sudamericani che si sarebbero allontanati dall'abbazia con Alex insieme a una terza persona: non si trovano in Italia, ma risulta si siano messi a disposizione degli inquirenti. Gli interrogatori avrebbero fornito elementi utili alle indagini.

Il sopralluogo

Questa mattina, mercoledì 10 luglio, come scrive TrevisoToday si sono tenuti nuovi sopralluoghi dei carabinieri di Vittorio Veneto e della polizia scientifica all'interno e all'esterno dell'abbazia, in cerca sia di tracce di sangue, sia dell'arma del delitto e di qualsiasi altro elemento possa essere utile alle indagini. Oltre ai militari dell'Arma erano presenti sul posto il pubblico ministero Giovanni Valmassoi, titolare del fascicolo, e il medico anatomopatologo Alberto Furlanetto che aveva eseguito l'autopsia sul corpo del 25enne.

I carabinieri del nucleo investigativo e territoriale di Vittorio Veneto sono entrati nell'abbazia con una scala che verrà impiegata nei rilievi e hanno verificato l'altezza del terrapieno sul Piave da cui Alex potrebbe essere caduto. Alex sarebbe stato ucciso con più colpi dati con una pietra, probabilmente, o un bastone. L'ipotesi su cui si lavora è quella di una reazione violenta volta a placare Alex, che sarebbe stato in preda a sostanze psicotrope (l'ayahuasca, da quel che è stato raccontato da alcuni testimoni): in questo senso, determinati saranno i risultati delle analisi tossicologiche sul corpo, che sono attesi tra qualche giorno, e potranno fornire elementi utili a completare lo scenario.

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