Cronaca Mira / piazza Vecchia

La guerra contro i suicidi a Mira la si combatte camminando insieme

Martedì parte la marcia che dal Trevigiano vuole raggiungere Roma, aumentando il numero dei partecipanti man mano. La sera in Riviera

Roberto Sepulcri, ideatore della marcia "Verso Roma contro i suicidi"

Da Solighetto, nel Trevigiano, a Roma, a piedi in 26 tappe giornaliere, per sensibilizzare tutti - una volta di più - sul dramma che sta vivendo chi perde il posto di lavoro, e chi vede fallire la propria attività, travolta dalla crisi, dai crediti non riscuotibili, dall’impossibilità di ottenere finanziamenti. L'arrivo sarà al Quirinale, se le forze lo permetteranno, per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

L’intento degli organizzatori è di coinvolgere altre persone nel corso del loro cammino, ascoltare testimonianze dirette, creare uno spirito di solidarietà e di condivisione per mettere in moto una campagna culturale che hanno chiamato “Riparte il futuro”, contro la corruzione e la criminalità e per un forte rinnovamento nella gestione della cosa pubblica, che serva a rimettere in moto l’economia e spezzare la spirale dei suicidi di chi non ha più lavoro o deve chiudere la propria azienda e attività.

Martedì la “marcia contro i suicidi”, farà tappa a Mira, provenendo da Mogliano. Nell’occasione alle ore 21, al centro civico di piazza Vecchia, i partecipanti alla marcia incontrano l’amministrazione comunale e i cittadini per illustrare l’iniziativa, ma soprattutto per raccogliere testimonianze e condividere esperienze.

“Il superamento dell’attuale gravissima crisi economica – osserva l’assessore alle Politiche sociali del comune della Riviera Francesca Spolaor – esige certamente interventi coraggiosi a livello nazionale e addirittura europeo. Tuttavia, di fronte ai drammi quotidiani di tante persone senza lavoro, accanto all’azione di sostegno messa in campo dalle amministrazioni locali pur nella limitatezza delle risorse, può essere utile anche l’impegno di ciascuno di noi, in primo luogo nel non far sentire soli o abbandonati coloro che sono in difficoltà, perché può bastare anche questo a volte per dare un po’ di speranza e di fiducia”.

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