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Cronaca Stazione Santa Lucia

Marco Zennaro è a Venezia, esulta la città. Fine dell'angoscia

L'imprenditore è arrivato alla stazione di Santa Lucia sabato in tarda sera, dopo la tappa all'Olimpico di Roma. La gioia delle istituzioni, del patriarca Francesco Moraglia, delle categorie che hanno contribuito a rendere concreto il suo rientro a casa

Dopo il rientro in Italia venerdì notte e la tappa all'Olimpico di Roma sabato, è arrivato finalmente per la sua città, Venezia, e per la sua gente, riabbracciare Marco Zennaro giunto alla stazione di Santa Lucia. Ad un anno dall'arresto, dalla prigionia in Sudan in condizioni disumane, dal rilascio nella sede diplomatica con le continue complicazioni burocratiche, e dallo scoppio della guerra civile nel Paese, l'imprenditore veneziano è tornato a essere un uomo libero. L'annuncio del suo imminente rientro a casa, reso difficile dalle cattive condizioni meteo che rischiavano di far slittare di nuovo la partenza, è stato dato solo qualche giorno prima dal padre, Cristiano Zennaro. Poi, «si è concluso un incubo», come ha commentato fra gli altri il presidente del Veneto, Luca Zaia. A Roma, all'Olimpico, Marco Zennaro sabato è stato ospite d'onore alla partita di rugby Italia-Scozia: è lì che ha incontrato le prime istituzioni veneziane: il vicesindaco di Venezia Andrea Tomaello e la presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano a dargli il benvenuto da parte della città. Il sindaco Luigi Brugnaro che per mesi ha combattuto a fianco della famiglia, ieri ha esultato: «Marco Zennaro è libero - ha detto - Questa è la notizia che aspettavamo e ci riempie di gioia. Oggi la città può riabbracciare un suo cittadino. Sono orgoglioso che la vicenda abbia potuto avere un esito positivo. Tutta la città si è mobilitata in questi mesi, ed è stata fondamentale la generosità di chi ha dato del suo per consentire a Marco Zennaro di tornare a casa dalla sua famiglia». Anche il patriarca Francesco Moraglia si è speso per riportarlo a Venezia «Finalmente Marco ritorna nella sua città. Abbiamo pregato, sofferto, atteso, abbiamo cercato di muovere tutto quello che era in nostro potere. Siamo contenti per lui, il papà, la moglie e i figli. Caro Marco tanti auguri, buon riposo e giorni di serenità dopo tanti giorni di tribolazione e sofferenza», ha detto Moraglia.

«Marco ora è libero e la città può finalmente stringersi a lui e alla sua famiglia». Il presidente di Unioncamere, Mario Pozza, il presidente di Confindustria Venezia e Rovigo, Vincenzo Marinese e il presidente della Fondazione di Venezia, Michele Bugliesi hanno espresso felicità per l’avvenuta liberazione dell’imprenditore Marco Zennaro e ringraziano il ministero degli Esteri e i funzionari che in questi mesi si sono battuti perché si rendessero concreti gli sforzi della famiglia dell’imprenditore veneziano, da un anno costretto in Sudan. «Occorre aggiungere, con grande soddisfazione - commentano - che per questo risultato si è mobilitato l’intero sistema veneziano, il patriarca Francesco Moraglia, che ha messo a disposizione le strutture amministrative del patriarcato di Venezia per il coordinamento, e il sindaco Luigi Brugnaro, che ha risposto all’iniziativa con generosità e a titolo personale, così garantendo la buona riuscita della raccolta fondi che poi è stata gestita in loco dalle strutture del ministero e dall’ambasciata italiana. Assieme a Confindustria Venezia e Rovigo e alla Fondazione, hanno contribuito, coordinate da Unioncamere, le categorie economiche della città: Confesercenti, Confcommercio, Cna, Consorzio Veneto Garanzie, Cofidi Veneziano, Fidi Nordest, Confindustria Venezia, Coldiretti, Confartigianato imprese, Confartigianato Veneto e l’associazione piazza San Marco. Infine, ma non per ultime, vanno ringraziate le famiglie Tokatzian, Contini, Pendini, Luce e Boscolo Bielo che hanno consentito all’iniziativa di raggiungere l’obiettivo e di diffondersi tra i cittadini veneziani».

«Marco finalmente in Italia. Sono stato interessato per primo dalla famiglia al caso ancora lo scorso maggio in via riservata - commenta l'onorevole Nicola Pellicani - e con l'aiuto di Piero Fassino abbiamo subito messo in moto la Farnesina. Erano giorni terribili in cui Marco era detenuto in condizioni disumane nel carcere di Khartoum. Sono passati 9 lunghissimi mesi e adesso è finalmente libero. Bisogna ringraziare innanzitutto il ministero degli Esteri, l'ambasciatore Gianluigi Vassallo e il direttore generale per gli taliani all’Estero Luigi Vignali». «Una bellissima notizia che mette fine a un incubo durato troppo a lungo  - afferma il gruppo Pd del Veneto - finalmente Marco Zennaro è rientrato in Italia. Oggi è un giorno di festa», scrivono i consiglieri regionali del Partito Democratico. «Grazie a tutti quelli che in questi mesi, a ogni livello, si sono mobilitati e spesi con generosità per la sua liberazione. Inviamo a Marco e ai suoi familiari il nostro caloroso abbraccio: bentornato a casa».

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