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Mareggiate sul litorale: "Puntuali interventi della Regione, ma i canoni li incassa lo Stato"

L'accusa è dell'assessore all'Ambiente del Veneto. La Regione proseguirà nel suo impegno per contrastare l'erosione costiera, grazie alla collaborazione dell'Università di Padova

L'evento meteomarino dei giorni scorsi ha interessato tutti i litorali del Veneziano, con livelli di marea sostenuti, anche superiori al metro sul medio mare, vento di scirocco di circa 15 metri al secondo e altezze d’onda che hanno superato i 2 metri al largo. Gli effetti della mareggiata si sono fatti sentire dal litorale di Bibione, a quello di Sottomarina di Chioggia (con particolare evidenza nel tratto adiacente la nuova difesa sommersa), con danni alle attrezzature balneari sui tratti di arenile già allestiti o in fase di allestimento da parte dei Concessionari, oltre ad interessare la spiaggia di Cortellazzo, storicamente soggetta alle mareggiate di scirocco.

Sul tratto orientale del litorale di Jesolo la mareggiata ha asportato parte consistente delle sabbie accumulate nei mesi scorsi e messe a disposizione dalla Regione Veneto per il ripascimento stagionale; queste erano state disposte in cumulo nella zona più arretrata rispetto al mare, proprio al fine di salvaguardarle da possibili eventi avversi. Tali sabbie, mobilizzate dalla mareggiata, verranno, in buona parte, naturalmente trasportate verso i tratti di litorale sottoflutto per effetto della dinamica litoranea e potranno essere recuperati dai fondali immediatamente antistanti la battigia mediante interventi di modesta entità.

"La Regione Veneto - sottolinea l’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin - intende proseguire il suo impegno nel contrasto all’erosione costiera sulla base degli studi condotti a scala regionale con l’Università di Padova, nei quali si delineano le ipotesi progettuali degli interventi, tra i quali il ripascimento, tecnica scientificamente consolidata a livello mondiale". Non va dimenticato che l’erosione dei litorali è dovuta principalmente al ridotto apporto solido fluviale e al conseguente bilancio negativo di sedimenti lungo le coste ed è, pertanto, assolutamente imprescindibile il reintegro dei volumi mancanti. 

L’apporto meccanico di materiale sabbioso può essere contenuto mediante la realizzazione di opere rigide poste a protezione dei ripascimenti, come evidenziato dagli studi effettuati con l’Università di Padova. A fronte di un costo iniziale per le strutture, si avrebbe una riduzione della frequenza dei ripascimenti che saranno tuttavia sempre necessari per mantenere l’attuale posizione dell’arenile. Quindi, in fase di progettazione, la sostenibilità economica di queste opere dovrà essere valutata attentamente, senza trascurare la ricaduta negativa sui litorali immediatamente adiacenti.

“In questo contesto - conclude l’assessore -  non va  dimenticato, ma anzi evidenziato, che mentre la Regione si assume tali incombenze, i canoni demaniali paradossalmente continuano ad essere incassati dallo stato. Va infine ricordato che, in occasione delle mareggiate con livelli di marea sostenuti (quale quella dei giorni scorsi), le barriere soffolte diventano poco efficaci e dunque non possono essere considerate come una sufficiente alternativa per contrastare l’erosione, come dimostrato anche dai danni rilevati in maniera più rilevante a Sottomarina proprio in corrispondenza della diga sommersa".

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