Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Mareggiate, sabbia erosa che vale come l'oro. Confturismo: "Serve soluzione definitiva"

Ancora una volta il maltempo si è portato via intere fasce di arenile, proprio alla vigilia della stagione turistica. L'associazione: "Ben vengano i ripascimenti, ma deve intervenire lo Stato"

Foto: Occhio Jesolano su Facebook

Maltempo e mareggiate si portano via anche in questo inizio di primavera, intere fasce di arenile sul litorale, proprio all'inizio della stagione turistica e colpendo in maniera pesante soprattutto, manco a farlo a posta, le spiagge di Jesolo Lido est, fino a Cortellazzo. La preoccupazione degli operatori è alle stelle, perchè alta marea e scirocco non mollano la presa, mentre la sabbia, che da maggio in poi qui significa affari, se ne va.

Il problema da tempo è su tutti i tavoli che contano. Federconsorzi garantisce il rispetto delle tempistiche del ripascimento, con le migliaia di metri cubi di sabbia puntualmente accatastati per coprire i grossi buchi formati a causa del cattivo tempo, nel corso dell'inverno. Ma ammette che questi "lifting" continui non bastano più, come del resto i nuovi pennelli di roccia previsti per il lido est, per affrontare davvero il problema del dimagrimento costante degli arenili.

Sulla stessa lunghezza d'onda è Confturismo Veneto. "Oggi, primavera 2017, siamo punto e a capo: lungo il litorale veneto sferzato da una sostenuta mareggiata - scrive il presidente, Marco Michielli - c'è la necessità di una soluzione definitiva".

E rilancia la proposta delle barriere sommerse: le dighe soffolte, longitudinali rispetto l’arenile, per ridurre il moto ondoso prima che giunga a riva. Utili anche al ripopolamento ittico, queste strutture a Sottomarina avrebbero già dato buoni risultati.

"Un’idea apprezzata a suo tempo dalla stessa Regione Veneto - spiega Michielli - che prevede sia coinvolto lo Stato centrale, che incassa i canoni demaniali senza contribuire per nulla al ripascimento delle nostre spiagge".

Insomma, 50 mila metri cubi di sabbia sarebbero già pronti intanto, secondo le rassicurazioni del vice governatore della Regione, Gianluca Forcolin, specie per la parte più colpita in questi giorni, che dalla Pineta arriva fino a Cortellazzo. Ma, emergenze a parte e ripascimento meccanico garantito in collaborazione con il genio civile, a tutela della stagione 2017, l'attenzione, dal prossimo autuno, dovrebbe tornare a concentrersi sugli interventi strutturali.

Quelli menzionati dal Comune e dalla Regione, che prevedono l'aggiunta di alcuni pennelli in roccia tra l'arenile dell'ospedale di Jesolo e piazza Torino e la realizzazione della diga soffolta appunto, per proteggere l'estremità ad est della spiaggia, verso la foce del Piave.

“I nostri uffici si sono immediatamente attivati – spiega l’assessore regionale alla difesa del suolo, Gianpaolo Bottacin - in particolare per il tratto orientale del litorale di Jesolo. I nostri tecnici rilevano che i sedimenti potranno essere perciò recuperati dai fondali immediatamente antistanti la battigia mediante interventi di modesta entità. Come sempre la Regione si attiva tempestivamente - scrive Bottacin -, ciò che purtroppo invece stona è il fatto che in questo strano paese i canoni di concessione vengano introitati dallo Stato, mentre i costi del ripascimento sono posti a carico della Regione”.

"Da anni - scrive Confturismo - proponiamo una soluzione permanente al problema delle mareggiate sull'alto Adriatico, che preveda i contributi della Cee per un grande esperimento pilota ecologico all’avanguardia in Europa. Non si possono continuare a spendere milioni di euro più volte all’anno, è ora di pensare ad un investimento duraturo". Prevenire insomma, più che restaurare, perché ogni granello di sabbia qui, vale oro.
 

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