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Giovedì, 11 Agosto 2022
Cronaca Marghera / Viale Antonio Paolucci

Infiltrazioni mafiose nello smaltimento dei rifiuti: i carabinieri hanno un comando in più

Si è insediato a Marghera accanto alla protezione civile del Veneto il Gruppo interregionale per la tutela ambientale e transizione ecologica. Sarà guidato dal tenente colonnello Enrico Risottino. L'Arma accolta da Zaia: «Collaborazione totale»

Una struttura di 70 persone coordinerà cinque reparti Noe (Nuclei operativi ecologici) dei carabinieri, non solo in Veneto ma anche in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. È nato il Gruppo interregionale del Comando tutela ambientale e transizione ecologica con sede a Marghera, accanto a quella della Protezione civile del Veneto, dove a presentare il comando martedì è stato il presidente del Veneto, Luca Zaia. 

Il gruppo a Venezia avrà competenza interprovinciale di polizia giudiziaria, per i delitti in materia ambientale e contro l'attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, sviluppando attività investigative con la Dda (direzione distrettuale antimafia) di Venezia. «Ringrazio il prefetto Vittorio Zappalorto e il procuratore Bruno Cherchi - esordisce il comandante dei carabinieri per la Tutela ambientale e la transizione ecologica, generale Valerio Giardina - Nostro compito è contrastare la criminalità organizzata ambientale che tende all'accaparramento dei fondi in tema di Pnrr, soprattutto inerenti la filiera del ciclo dei rifiuti, del cemento, delle energie rinnovabili e in tema di sostenibilità e transizione ecologica, che molto spesso sono oggetto di truffe e meccanismi malavitosi». A capo del comando ci sarà il tenente Enrico Risottino (prima al Nucleo investigativo dei carabinieri di Venezia e al Ros di Padova). «Un piacere per me aver assunto questo incarico - ha detto - Nel primo mese di attività mi sono accorto che intorno al mondo dell'ambiente girano un sacco di soldi, quando ci sono risorse c'è criminalità, e più ce ne sono più la malavita è organizzata. Il traffico illecito dei rifiuti va a braccetto con la condotta di certi pubblici amministratori: non di rado attraverso intercettazioni ci imbattiamo in episodi di corruzione per ottenere licenze e autorizzazioni».

In Veneto ci sono 7 comandi provinciali, 32 compagnie, 5 tenenze, e 270 stazioni dei carabinieri, ha spiegato il comandante della Legione carabinieri Veneto, Giuseppe Spina -. Il sistema regionale di intreccio fra ambiente e criminalità è comprovato anche in ambito giudiziario. Ogni piccolo Comune ha un servizio di raccolta e smaltimento rifiuti - ha continuato - e sono soldi dei cittadini. Noi dobbiamo garantire che siano esattamente indirizzati a quei fini e non è sempre facile che questo avvenga». Nel mirino dell'Arma c'è anche la filiera del ciclo del cemento, delle cave e delle energie rinnovabili, degli appalti per realizzazione dei parchi energetici: eolico, bio gas, solare. «Un mondo enorme di interessi criminali legati al finanziamento pubblico, come la sostenibilità e transizione ecologica», afferma il generale Spina. «Ringrazio di questa attenzione l'Arma. Siamo l'ombelico del mondo purtroppo anche per il tema dei reati ambientali - commenta il presidente della Regione Luca Zaia -. Da parte nostra la collaborazione sarà totale.  Ricordo – continua Zaia – che nel 2013, appena ricevuta notizia della presenza dei Pfas nelle acque superficiali di alcuni territori, fummo i primi a muoverci, investendo decine di milioni di euro per la sicurezza della gente, e a tutt’oggi siamo l’unica Regione d’Italia ad avere una legge che prevede la presenza di Pfas Zero nelle acque. Ringrazio l’Arma dei carabinieri per aver scelto il Veneto come sede di questo suo Gruppo Interregionale. In questo modo saremo ancora più vicini alla salvaguardia dei cittadini e delle persone per bene e potremo rafforzare la nostra collaborazione istituzionale».

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