Cronaca

Chioggia, acque agitate per 600 marinari: "vogliamo salario minimo"

La decisione è stata presa in un'assemblea pubblica: a partire da lunedì 14 maggio gli occupati della marineria saliranno sulle barche solo se gli armatori offriranno garanzie

Hanno dichiarato lo stato di agitazione. Lunedì si imbarcheranno per uscire al largo solo in presenza di garanzie sullo stipendio minimo. I protagonisti sono 600 marinari occupati nella pesca a Chioggia, ultime vittime di una crisi che sembra non aver risparmiato neppure il settore ittico.

La decisione è stata presa nel corso di una assemblea pubblica cui hanno preso parte anche rappresentanti del Comune di Chioggia. Da lunedì 14 maggio i 600 occupati nella marineria di Chioggia saliranno sulle barche solo se gli armatori garantiranno loro il pagamento del salario minimo. In caso contrario, braccia incrociate e nessuna trattativa.

"Altro non si poteva fare. Da mesi oramai gli equipaggi escono in mare senza percepire la retribuzione dovuta”, sottolinea Pierpaolo Piva, della Fai Cisl. “Il contratto nazionale prevede che gli imbarcati siano pagati 'alla parte' cioè in base al prodotto pescato (tanto pesce pescato e venduto, tanti soldi distribuiti all'equipaggio), se la parte però non è sufficiente c'è un minimo monetario garantito, in media 1.300 euro lordi al mese che l'armatore deve garantire al dipendente". Nell’attuale critica situazione, conclude Piva “non solo non c'è 'parte' sufficiente, ma nemmeno minimo garantito”.

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