rotate-mobile
Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca Noventa di Piave

Dimesso dall'ospedale, muore dopo cinque giorni: due medici indagati

Aperta un'inchiesta sulla morte di Mario Valerio. Si era presentato al pronto soccorso con dolori al petto

Si era come sentito scoppiare il petto, per i medici del pronto soccorso si trattava di un dolore epigastrico e in un’ora e mezza era stato dimesso: cinque giorni dopo è morto tra le braccia della moglie. Riscontrando subito l’esposto presentato dai familiari, la procura di Venezia ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo in ambito sanitario per il decesso di Mario Valerio, ex dipendente comunale di Noventa di Piave, dove risiedeva con la sua famiglia.

Il pm Paola Tonini ha iscritto nel registro degli indagati due dottori: il medico del pronto soccorso di San Donà di Piave che lo aveva seguito, 63 anni, di Caorle, e il suo medico di base, 66 anni, di Meolo, che gli era stato assegnato da pochi mesi tanto da non aver ancora avuto modo di conoscerlo di persona. Un atto dovuto anche per dare loro modo di nominare eventuali consulenti di parte per gli accertamenti tecnici non ripetibili: è stata, infatti, disposta anche l’autopsia, prevista per martedì 19 ottobre.

Valerio, in pensione da tre anni dopo una vita di lavoro in municipio e per anni presidente del Gruppo Micologico Sandonatese e coordinatore dei Gruppi micologici della regione Veneto, il 7 ottobre, alle 9.30, era rincasato dalla consueta passeggiata con il cane manifestando un forte dolore al petto - «Ho sentito una specie di esplosione» aveva confidato alla moglie -, con irradiazione cardiaca: gli mancava il respiro e, oltre al petto, gli facevano male anche la schiena, il collo, le mascelle e il volto. La moglie lo ha quindi accompagnato al pronto soccorso di San Donà dove il paziente è giunto in accettazione alle 13.24, con codice arancione, ed è stato sottoposto ad accertamenti, tra cui l’elettrocardiogramma e il controllo della saturazione, «ma il medico che l’ha visitato ha escluso si trattasse di scompensi al cuore, valutando a norma i parametri relativi all’attività cardiaca, e alle 14.57 l’ha dimesso con la diagnosi di “epigastralgie”, prescrivendogli una terapia con un farmaco gastroprotettore e rinviandolo al medico curante per un esame per la ricerca di batteri Helicobacter pylori», spiegano i legali di Studio 3A, che assistono la famiglia della vittima.

«Valerio ha subito contattato il suo medico di famiglia che gli ha raccomandato telefonicamente di continuare la terapia, fissandogli un appuntamento per venerdì 15 ottobre e invitandolo eventualmente a richiamarlo nel caso in cui i dolori persistessero - continuano gli avvocati. Ma il paziente nello studio del suo dottore non ha fatto a tempo ad arrivarci. Alle 10 di sera di martedì 12 ottobre, la moglie, rientrando a casa dopo aver portato fuori il cane, ha sentito il marito che rantolava in salotto: era incosciente e non respirava. Inutili i tentativi di rianimarlo».

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dimesso dall'ospedale, muore dopo cinque giorni: due medici indagati

VeneziaToday è in caricamento