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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Cronaca

Mascherine: cosa succede in autunno

Fonti del ministero della Salute mettono a tacere le voci su una nuova stretta nel caso di un peggioramento del quadro epidemiologico. Ieri l'assessore veneto Lanzarin aveva rassicurato che non saranno previste restrizioni regionali

Per ora non è prevista una nuova stretta sulle mascherine al chiuso. Come riporta oggi Today.it, è quanto hanno precisato ieri sera fonti del ministero della Salute dopo la notizia, rilanciata da diverse testate, di una presunta circolare che lo stesso Ministero avrebbe inviato alle Regioni. Nella nota veniva spiegato che l'utilizzo dei dispositivi di protezione negli spazi chiusi potrebbe essere «una prima opzione per limitare la trasmissione nella comunità nel caso in cui si documentasse un evidente peggioramento epidemiologico con grave impatto clinico e/o sull'assistenza sanitaria e/o sul funzionamento dei servizi essenziali». In serata però, come detto, fonti del dicastero hanno fatto sapere che non c'è «nessuna circolare in pubblicazione», ma che invece «prosegue il monitoraggio del quadro epidemiologico» e si «continua a raccomandare la quarta dose di vaccino per fragili e over 60».

Cosa aspettarsi in autunno

Le regole dunque restano quelle attualmente in vigore. Dal 1° ottobre è decaduto l'obbligo di indossare i dispositivi sanitari su bus, metropolitane, treni e traghetti. È stato invece prorogato fino al 31 ottobre l'obbligo negli ospedali e nelle Rsa. Le limitazioni dunque sono ormai quasi nulle, né sembra esserci la volontà, da parte dell'esecutivo in carica, di intervenire con nuove restrizioni. Sarà il prossimo governo, che si insedierà verosimilmente entro fine mese, il da farsi. Sul punto Meloni è stata chiara: «Nel caso di una recrudescenza di pandemie, l'Italia non sarà più l’esperimento del modello cinese in occidente, basta alle formule del modello Speranza e degli apprendisti stregoni».

In Veneto

Sull'argomento era intervenuta ieri anche l'assessore alla Sanità del Veneto, Manuela Lanzarin, che ha sottolineato come in Regione non siano allo studio delle restrizioni per contenere il Covid. Se è vero che il virus ha rialzato la testa, «vale a livello nazionale la circolare che ha prorogato di un altro mese le mascherine negli ambienti più delicati, - ha spiegato - quali le strutture sanitarie e sociosanitarie». A fronte di ciò, tuttavia, «nulla vieta alle persone di utilizzarla ancora nei luoghi affollati e al chiuso». Rispetto al mese di agosto l'incidenza di nuovi casi di Covid in Veneto è rimasta pressoché invariata, con poco più di 500 ogni 100 mila abitanti, «ciò che cambia sono i ricoveri ospedalieri, in aumento rispetto alle scorse settimane», aveva concluso Lanzarin, rassicurando i cittadini sul fatto che i dati, per il momento, non sono comunque preoccupanti.

Allo stesso tempo, il presidente del Veneto, Luca Zaia, aveva invitato a non banalizzare la nuova recrudescenza di positivi al Covid, spiegando che «nelle ultime 24 ore (bollettino riferito alle 8 di martedì, ndr) abbiamo avuto in Veneto 8312 contagi. Siamo aumentati di 8 volte nell'ultima settimana. In terapia intensiva abbiamo già 26 ricoverati, mentre una settimana fa erano 18. Stiamo crescendo nei ricoveri ordinari, perché siamo a 665 pazienti, mentre una settimana fa eravamo vicini ai 400». Il governatore aveva quindi ribadito un'altra volta che «si deve capire che il Covid non è una banale influenza e quindi ci vuole ancora prudenza».

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