Grafica Veneta converte la produzione e dona 2 milioni di mascherine: ecco come saranno distribuite

Il nuovo modello è stato presentato stamattina dal governatore Zaia assieme al patron Franceschi. «Pronti a produrne 1,5 milioni al giorno. È la soluzione alla veneta di un problema di carenza cruciale in tutta Italia»

Gli assessori regionali Bottacin e Lanzarin, il governatore Zaia e il patron di Grafica Veneta, Fabio Franceschi

Conversione di processo e di prodotto ai tempi del coronavirus: la rotativa di Grafica Veneta, azienda di Trebaseleghe (Padova) tra le maggiori in Europa nel settore della stampa, produce e dona 2 milioni di mascherine per il Veneto. Ed è solo l'inizio: nei prossimi giorni la produzione, entrando a regime, potrà arrivare a 1,5 milioni di pezzi al giorno. La notizia è stata data nel corso degli aggiornamenti odierni della Regione, dalla sede della protezione civile di Marghera. Si tratta di un dispositivo di protezione non a uso chirurgico che verrà intanto distribuito alla cittadinanza, nei supermercati o altre sedi, in forma gratuita, dalla protezione civile o dagli alpini. «Grafica Veneta ha stampato molti libri famosi, tra cui Harry Potter, ma adesso verrà ricordata per questa creazione in emergenza coronavirus - ha detto il governatore Zaia - Il logo l'ho voluto io, perché uno che regala due milioni di mascherine lo merita, che non ci siano polemiche su questo. Questa è la soluzione alla veneta per un problema cruciale in tutta Italia».

Mascherine per la popolazione

Ad indossarla a titolo dimostrativo è il patron di Grafica Veneta, Fabio Franceschi. «La rotativa stampa un chilometro lineare di carta al minuto - ha detto -. Il problema è tagliare il prodotto e gestire la produzione in modo igienico. Ora siamo pronti a fornire alla cittadinanza uno strumento protettivo che possa aiutare a limitare il contagio durante gli spostamenti di primaria necessità. Altra cosa sono le dotazioni del personale medico ed infermieristico». Secondo Zaia, il ministro Roberto Speranza ha chiesto di avere dei campioni di questi dispositivi. La mascherina, In base a quanto spiegato, è realizzata in "tessuto non tessuto", è resistente e morbida e permette di respirare agevolmente, oltre a non creare aloni e umidità. Franceschi ha precisato che, pur avendo superato tutti i test previsti e ottenuto le certificazioni necessarie, ancora non si può definire una mascherina chirurgica, ma ha fatto intendere che questo ulteriore passo potrebbe essere imminente.

Distribuzione capillare

Gli assessori alla Protezione civile e alla Sanità, Giampaolo Bottacin e Manuela Lanzarin, hanno già inviato loro lettere ai Comuni veneti e a centri servizi per anziani, residenze sanitarie assistite e case alloggio per disabili, contenenti le indicazioni pratiche per la distribuzione. Le forniture verranno consegnate alle singole amministrazioni dalla protezione civile, con l'invito ai sindaci di favorirne la distribuzione il più capillare possibile; sarà direttamente Grafica Veneta, invece, a occuparsi della distribuzione nelle strutture per persone anziane e con disabilità. Infine, le Ulss le metteranno a disposizione all’esterno delle strutture per le persone che, per qualsiasi motivo, frequentano gli ospedali.

Le altre iniziative regionali

Intanto il presidente della Regione conferma l'avanti tutta con la campagna tamponi, fino a 13 mila al giorno, prima ai sanitari, poi agli operatori delle case di riposo, ai medici di medicina generale e "on the road". Zaia ha riconfermato la volontà di stringere ulteriormente sui negozi, anche di alimentari, nei fine settimana, idea che potrebbe essere contenuta in un ulteriore provvedimento governativo. «In base al nostro modello - ribadisce il governatore - se non ci isoliamo avremo due milioni di contagiati in regione per metà aprile». Procedono anche i controlli degli ispettori Spisal nelle aziende, mentre si fa sempre più remota la riapertura delle scuole in tempi brevi. Una raccomandazione è statat fatta nuovamente dalla Regione (rivolta soprattutto gli anziani): porre la massima attenzione a persone che suonano alla porta di casa riferendo di essere incaricati per effettuare il controllo con il tampone per il coronavirus. Tutta la popolazione è invitata a non aprire la porta a queste persone, veri e propri sciacalli, e a chiamare immediatamente il 112.

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