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Cronaca Giardini di Castello

Gioni: "La Biennale è un libro di avventure, aperto ai dilettanti"

Il curatore della 55esima Esposizione internazionale d'arte contemporanea parla della mostra ai Giardini e della collaterale "Amarcord"a Ca' Giustignan

Massimiliano Gioni parla di libri e romanzi d'avventura per offrire un'immagine di cosa sarà "Il Palazzo Enciclopedico", la mostra della 55esima edizione della Biennale d'arte che si dipanerà tra l'Arsenale e i Giardini attraverso 150 artisti e non e centinaia di opere o “reperti”. Non sarà certamente un "libro che contiene tutti i libri", una "enciclopedia del curatore", ma piuttosto "un libro di avventure, un po' salgariano perché ha tante digressioni. Ci si perde nei boschi della fantasia".

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LA MOSTRA - Gioni non si sottrae alla fila di domande che suggeriscono possibili “letture” di una esposizione non ancora vista, coglie l'occasione dell'apertura a Cà Giustinian della mostra nata da un personale viaggio nell'Archivio Storico della Biennale, “Amarcord”, per ricordare le affinità, le suggestioni che la uniscono all'esposizione "madre", quella che si richiama alle ricerche che tanti hanno compiuto per cercare di fare sintesi delle conoscenze del mondo. "Sarà forse perché sono un grande ammiratore di Umberto Eco - dice Gioni - ma ho sempre pensato che la conoscenza è in fondo un romanzo d'avventure. Mallarmé diceva 'il mondo sembra fatta apposta per finire in un libro'. Quindi sia questa mostra che quella che apre giovedì guarda alle avventure della conoscenza e guarda a un misto di arte e anche di storie e biografie personali. I piani si sovrappongono. L'artista è produttore di oggetti ma è anche colui che racconta e ci lascia tracce del suo vissuto. Non a caso la mostra si apre con il 'libro rosso' di Jung che è anch'esso il racconto di un viaggio, un viaggio immaginario, una avventura dentro di sé. L'interiore e l'esteriore si corrispondono".

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GLI ARTISTI - "E' una mostra - sottolinea Gioni, già guardando a giovedì dove assieme a mostri sacri dell'arte ci sono sconosciuti o "dilettanti" - che pone una domanda. Non voglio dire che mi chiedo chi sia l'artista oggi, ma volevo andare al di là del canone accettato. Da qui le figure dei 'dilettanti', degli eccentrici. Alcuni vengono dal mondo della cosiddetta 'Art Brut', quindi con vissuti particolari, che hanno lavorato in ospedali psichiatrici". Altri, scrittori o intellettuali, si sono dedicati all'arte nel loro tempo libero. Da queste contraddizioni, Gioni dice di sperare "succeda qualcosa di interessante". "Da una parte - rileva - ci chiediamo chi è l'artista dall'altra che l'arte fa parte di un tessuto e non può essere isolata. A mio parere, se l'arte finisce per essere conchiusa solo nei musei o osservata come intrattenimento visivo la rendiamo sterile. Da confronto con le opere di artisti dilettanti capiamo che l'arte è una visione del mondo e pertanto va presa molto seriamente". "Anche se è una mostra molto curata sul piano della partitura e della scrittura spaziale - rileva riguardo al ruolo del curatore rispetto all'artista -, spero che al contrario sia una celebrazione delle storie dei molti artisti e non che sono in mostra. Si chiama 'Il Palazzo Enciclopedico' ma non è una mostra su dei valori condivisi e assoluti. E' una mostra che celebra le eccezioni e quindi celebra l'individuo, come colui che si costruisce dei sistemi. E' una mostra sul dilettante, sull'autodidatta e in quel senso una celebrazione dell'artista, o comunque di individui che riescono a creare degli universi nei quali vivere".

Biennale 2013, le foto della 55esima Esposizione internazionale (©TM News Infophoto)

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