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Mattarella di nuovo a Venezia dopo poche settimane: il saluto del Nordest al presidente

È arrivato verso le 17, accolto da Zaia, Brugnaro e tutte le maggiori autorità lagunari. L'ultima volta era stata a fine agosto per il festival del Cinema al Lido

È arrivato a Venezia attorno alle 17 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a poche settimane dalla sua visita in laguna per la 74. Mostra del Cinema di Venezia (30 e 31 agosto). In quei giorni è stato anche alla Biennale d'Arte tra Giardini e Arsenale. Stavolta l'occasione è il 130° anniversario dalla fondazione del quotidiano Il Gazzettino.

Numerose le autorità che lo hanno accolto prima in piazza San Marco e poi a Palazzo Ducale, in una sala del Maggior Consiglio gremita. Presenti il governatore del Veneto Luca Zaia, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e una cospicua delegazione dall'amministrazione comunale. Non solo cariche politiche, ma anche rappresentanti dello sport, dell'istruzione, del giornalismo, dell'industria (come Matteo Zoppas e Matteo Marzotto), delle forze dell'ordine e della magistratura. Tra le prime a salutare Mattarella c'è stata la campionessa di nuoto Federica Pellegrini, seduta al fianco del presidente del Coni, Giovanni Malagò.

Al microfono si sono susseguiti gli interventi, tra gli altri, del sociologo Ilvo Diamanti, dell'ex presidente del Consiglio Romano Prodi, l'ex procuratore Carlo Nordio, simbolo delle indagini più importanti che hanno caratterizzato gli ultimi decenni del territorio veneziano, dalle Brigate Rosse allo scandalo Mose. Molto "patriottica" la dichiarazione della Pellegrini, che ha detto: "Noi veneti ci rialziamo sempre dopo grandi o piccole cadute". Prodi, sul palco insieme a Diamanti, punta invece sul futuro: "Abbiamo una ripresa buona in alcuni settori, meno in altri. In alcuni settori abbiamo scarsità di manodopera. La nuova rotativa del Nordest deve essere una rete di scuole molto tecniche e professionali con l'obiettivo di costruire le fondamenta del nostro futuro. Non basta più la scuola standard che avevamo fino a 20 anni fa".

QUALE IL FUTURO DEL NORDEST?

Un messaggio di speranza in cui il "modello Nordest" deve però sapere stare al passo con i tempi, in cui la specializzazione è importante quanto l'internazionalizzazione. Di fronte a parametri negativi, sottolineati soprattutto da Diamanti, come il calo demografico e la conseguente scarsa attrattività nei confronti dei giovani, che spesso vanno all'estero, c'è anche la capacità del territorio nordestino di fare rete. Di essere non solo una realtà economica, ma anche sociale. Due elementi che si compenetrano e si rafforzano a vicenda. A seguire una tavola rotonda sulla storia del quotidiano, con Federica Pellegrini, Carlo Nordio e Arrigo Cipriani. Si sono susseguiti aneddoti e storie più o meno recenti di un quotidiano che da 130 anni a questa parte giorno dopo giorno ha raccontato (e a volte è diventato protagonista attivo) del nostro territorio.

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A salutare una platea in cui era più facile indicare gli assenti che i presenti sono stati il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e il presidente della Regione, Luca Zaia. Entrambi hanno speso parole non solo sul passato de Il Gazzettino, ma anche sul suo futuro. "Questo giornale ha saputo cogliere gli umori e i cambiamenti della comunità metropolitana - ha sottolineato il primo cittadino - Assecondando i processi di sviluppo che ha fatto di questo territorio uno dei più accoglienti d'Europa". Il titolare di palazzo Balbi, invece, ha concentrato l'attenzione sul fatto che "il Gazzettino ha aiutato a costruire la nostra identità veneta".
 

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