Fiumi di droga in centro storico, dieci arresti

Smantellato un gruppo che spacciava cocaina, hashish e marijuana. I pusher incontravao i clienti in campo, nei bacari o agli imbarcaderi. Ci sono 45 indagati

Dieci arresti e 22 altri provvedimenti restrittivi. Sono i numeri di una maxi operazione antidroga della guardia di finanza di Venezia, che ha smantellato un gruppo che spacciava cocaina, hashish e marijuana nel centro storico di Venezia. Il blitz dei finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria e del I gruppo di Venezia hanno portato alla custodia cautelare in carcere per 10 persone, tutte di nazionalità albanese (sei delle quali sono ancora latitanti), il divieto di dimora nella provincia di Venezia per altre 17, nonché l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per 4 persone.

In manette 10 persone

L’indagine era partita nel 2016 a seguito di alcuni sequestri di cocaina, marijuana e hashish ad alcuni spacciatori di nazionalità marocchina nel centro storico di Venezia. Gli approfondimenti del caso, eseguiti con intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno portato al sequestro in prossimità del casello autostradale di Mestre e in varie località delle province di Venezia e Padova, di alcuni carichi di cocaina e di hashish destinata al mercato veneziano e al conseguente arresto degli spacciatori. Complessivamente, nel corso delle indagini sono stati sequestrati 70 chili di droga e circa 120mila euro. 

Perquisizioni e sequestri

Gli inquirenti sono riusciti a ricostruire la ramificata organizzazione criminale, composta da cittadini albanesi ed italiani con base a Marghera che gestiva, in maniera strutturata grazie ad una meticolosa suddivisione dei ruoli, un vasto traffico di stupefacenti che si snodava dall’approvvigionamento delle partite di droga in Olanda fino allo spaccio nel centro storico e nella provincia di Venezia. I due vertici del gruppo si occupavano di gestire l'importazione delle sostanze, che arrivavano in macchina dall'Olanda, mentre tra gli altri c'era chi aveva il ruolo di autista, chi di gestire contatti o denaro e chi di spacciare. I luoghi di vendita erano per lo più pubblici: vaporetti, bar e bacari, zone della movida come Campo Santa Margherita. In totale, le attività hanno permesso di denunciare 45 persone, 32 dei quali raggiunti dai provvedimenti restrittivi eseguiti nella giornata di oggi. Gli investigatori ritengono che il denaro ricavato dallo spaccio venisse poi portato in Albania attraverso corrieri che raggiungevano la Puglia in autobus e poi prendevano il traghetto.

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