Cronaca

Caso di meningite a Conetta, 19enne all'ospedale. L'Ulss: "Non è di natura batterica"

Il ragazzo, originario del Bangladesh, si è sentito male sabato sera. Soccorso dal personale della cooperativa, si trova ora nel reparto Malattie infettive a Padova

Sospetta meningite a Conetta. L'ex presidio militare di Cona, negli ultimi tempi balzato agli onori della cronaca per le proteste dei richiedenti asilo a seguito della morte di Sandrine Bakayoko, torna a far parlare di sé "sotto un'altra veste". Nella serata di sabato, infatti, uno dei profughi ospitati, un bengalese di 19 anni, è stato trasportato all'ospedale di Piove di Sacco, e successivamente trasferito a Padova. Il paziente si era sentito male, ed è stato soccorso dall'infermiere del campo, prima dell'allerta al 118.

Il paziente si trova ora ricoverato nel reparto di Malattie Infettive dell'ospedale di Padova. Tutte le procedure sanitarie sono state attivate: dai primi accertamenti è esclusa una meningite batterica invasiva, l’azione di profilassi, già predisposta, non è stata attivata, mentre sono in corso da parte dell’autorità sanitaria, in collaborazione con le autorità competenti, tutte le necessarie azioni di monitoraggio e controllo.

La procedura di soccorso. Attorno alle 19 di sabato la centrale operativa del Suem di Mestre ha ricevuto la richiesta di intervento che, sulla base dei dati clinici riferiti, è stata classificata come codice rosso. La chiamata è stata quindi trasferita alla centrale operativa di Padova, che ha inviato un'ambulanza del pronto soccorso di Piove di Sacco, secondo il protocollo di intervento del Suem 118. Pochi minuti dopo l'uscita del mezzo dal presidio.

"All’ingresso, al centro di assistenza di Cona, nel locale infermeria, - si legge in comunicato ufficiale - era presente un soggetto assopito, non responsivo, febbrile, con stato di agitazione psico-motoria, assistito dal personale della cooperativa". Il ragazzo è stato quindi stabilizzato e condotto al pronto soccorso di Piove di Sacco. Dopo gli accertamenti del caso, considerato il quadro clinico, è stato quindi trasferito all'ospedale di Padova. I primi accertamenti di laboratorio effettuati evidenziano che non si tratta di meningite ad eziologia batterica diffusiva, escludendo quindi la necessità di interventi di profilassi sulla popolazione che è venuta a contatto con il soggetto.

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