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Parrucchieri ed estetiste chiusi: sul web dilaga il mercato nero del benessere

La denuncia di Confartigianato Metropolitana di Venezia: «Chiediamo un intervento fermo da parte di chi deve vigilare»

«Dopo l’assalto ai centri di bellezza e parrucchieri prima dell’ennesimo lockdown che ha bloccato la categoria ora i saloni sono chiusi, ma basta fare una veloce ricerca sul web e si scopre che il lavoro nero ha già aggirato il fermo imposto dalle regole sanitarie. Ci sono decine di siti che propongono servizi a domicilio e quant’altro, in barba a chi ha deciso di rispettare le regole e tenere chiuso». L’allarme arriva da Catia Pasqualato, presidente della Federazione Benessere della Confartigianato Metropolitana di Venezia, che punta il dito sul mercato nero del benessere che adesso viaggia sul web.

«La cosa è assurda, e per questo chiediamo un intervento fermo da parte di chi deve vigilare. Se vengono chiusi i saloni è inaccettabile che parallelamente ci sia un mercato della nostra tipologia di servizi così facilmente a portata di mouse o di smartphone - continua Pasqualato -. Non si tratta solo di una concorrenza sleale che già durante lo scorso lockdown ha visto un vero e proprio boom, ma di un comportamento che mette a rischio anche la salute della comunità». 

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