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Nel giorno dell'Immacolata, il monito ai futuri preti: "Seguite l'esempio di Maria"

Il patriarca Moraglia ha celebrato giovedì mattina la messa solenne dell'Immacolata Concezione. Durante l'omelia ha ricordato ai seminaristi il loro compito ed obiettivo

"La nostra Chiesa oggi celebra la solennità dell’Immacolata e gioisce perché alcuni nostri seminaristi sono costituiti nel ministero del lettorato e dell’accolitato. Si tratta di tappe significative nel cammino verso l’ordinazione sacerdotale". Queste le prime parole dell'omelia pronunciata dal Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, in occasione della santa messa celebrata nella basilica di San Marco nel giorno dell'Immacolata Concezione. Parole chiare e precise per i seminaristi, cui è stato suggerito nel loro cammino verso il Signore, di seguire l'esempio di Maria.

"I seminaristi devono essere considerati dalla comunità diocesana come una benedizione - ha sottolineato - Sì, sono vera benedizione per la nostra Chiesa perché  la loro presenza dice ricchezza spirituale, la loro assenza povertà. I seminaristi sono oggetto di una particolare cura del vescovo, del rettore, del padre spirituale e dell’intera équipe educativa del Seminario, ma sarebbe insensibilità o addirittura irresponsabilità ecclesiale se i fedeli non percepissero i seminaristi e, più in generale, il tema delle vocazioni al sacerdozio come questione fondamentale per la Chiesa. Tutto questo deve interpellare le comunità parrocchiali, le collaborazioni pastorali, le associazioni, i movimenti".

"D’altra parte - ha proseguito il patriarca - i preti che abbiamo incontrato e ci hanno accompagnati nei momenti più importanti della nostra vita personale e familiare, non ci venivano incontro a titolo personale ma erano mandati dalla Chiesa; il prete è costituito tale dalla  Chiesa e per la Chiesa.In tal senso assume particolare significato ecclesiale che i ministeri oggi si conferiscano nella chiesa cattedrale dove è la cattedra del vescovo, la chiesa madre della Diocesi.

Preti della Chiese e nella Chiesa. "E’ bene riflettere, non in modo affrettato, su questo punto: si è preti grazie alla Chiesa, si è preti nella Chiesa, si è preti per la Chiesa. Voi seminaristi, che oggi fate un passo importante verso il sacerdozio, guardate alla Vergine Immacolata. Ella vi rivela il segreto della vita del presbitero: il dono totale di sé a Dio. Solo Lei, infatti, in quanto Immacolata - senza peccato, libera da ogni egoismo -, ha potuto vivere in pienezza tale grazia: appartenere a Lui e solo a Lui. Da qui, la vostra gioia, la vostra fedeltà, la vostra fecondità e la vostra 'efficacia' di preti".

"Apritevi al progetto di Dio. Se fino ad ora vi siete limitati a seguire il Signore ma solo fino a un certo punto, con tanti se e ma, ora è venuto il momento di trasformare i vostri sì, anche generosi ma ancora troppo umani, nel fiat di Maria. Il consenso di Maria la fa partecipare in modo unico, indiviso e totale, al progetto di Dio che va sempre oltre i progetti umani, i nostri piccoli “progettini” umani. Il fiat di Maria non è solo obbedire ma consegnarsi al Signore attraverso la fede, ossia le virtù teologali. Nel sì di Maria si esprime la pienezza delle virtù teologali: il sì della fede, della speranza, della carità. Carissimi seminaristi, assumete il principio mariano a guida della vostra vita di futuri ministri ordinati perché ogni vostro sì diventi un reale fiat. 
L’Immacolata benedica e plasmi col suo spirito il nostro presbiterio e il nostro Seminario".

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