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"La coscienza mi impone d'agire, è ora di dire basta al dio denaro"

Messa per i piccoli risparmiatori e contro le banche officiata sabato dal parroco di Dese, don Torta: "Anziani con della carta straccia in mano"

"Sono solo un parroco di periferia, ma la mia coscienza non mi permette di stare zitto". Sabato mattina nella chiesa di Dese non c'erano molte persone, ma in tutto il Veneziano c'erano molte orecchie pronte ad ascoltare le parole di Don Enrico Torta, l'ormai famoso parroco della frazione lagunare da tempo in trincea contro le malefatte delle banche. Durante la sua omelia, il prelato si è scagliato contro gli scandali degli ultimi giorni, che hanno assunto purtroppo anche una connotazione tragica.

L'attacco frontale è al "dio denaro": "E' proprio la filosofia del denaro come idolo che permette agli istituti bancari di operare in questo modo", ha attaccato, preparando il terreno all'assemblea di martedì prossimo dell'associazione che riunisce i soci di tutte le banche popolari venete a Spresiano, nel Trevigiano: "Spero che alla riunione saranno presenti molte più persone - ha dichiarato Don Torta - io non ho mai affidato i miei soldi alle banche, ma il dovere di coscienza mi impone di agire. Mi fanno pena gli anziani o pensionati che all'improvviso scoprono di avere solo carta straccia in mano. Serve muoversi". Le parole lasciano trasparire l'eco della tragedia di pochi giorni fa, in cui un pensionato si è tolto la vita dopo aver capito che aveva perso centomila euro di risparmi a causa del decreto Salva Banche e della crisi che ha compiuto la Banca Etruria.

Ma, per restare più vicini a noi, c'è un'altra vicenda che tiene banco: l'inchiesta aperta sulla Banca Popolare di Vicenza. Dalla Procura berica si apprende che sarebbero un centinaio gli indagati, dopo le perquisizioni partite dalla Procura di Arezzo. Si tratta di un fascicolo separato rispetto a quello principale dell'inchiesta per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza che vede indagati l'ex presidente Gianni Zonin e altri cinque manager. Il procuratore Antonino Cappelleri ha confermato che anche a Vicenza esiste un fascicolo parallelo nel quale l'ipotesi di reato contestata è quella di truffa.

Presente alla messa officiata da don Enrico Torta anche il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti: "Non possiamo avere un trattamento differenziato tra azionisti - ha affermato - Non possono essere salvati solo quelli di tre o quattro istituti". Don Torta nella sua battaglia ha incassato venerdì mattina l'appoggio anche del patriarca di Venezia, che a margine della messa allo stabilimento Cereal Docks ha espresso parole dure contro chi non fa gli interessi dei piccoli risparmiatori. 
 

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