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Migranti al lavoro a San Donà per rimettere a nuovo le panchine e l'arredo urbano

Altri 5 richiedenti asilo, con la collaborazione di una cooperativa sociale, lavoreranno per il Comune. Si tratta di una nnuova fase di un percorso che ha già visto altri esempi simili

Collaborazione da parte dei migranti alla cura della cosa pubblica, un’esperienza che continua. Entra nell’ordinario un modello di gestione della presenza di migranti, che non si occupano più solo di manutenzione del verde e dell’igiene pubblica, ma anche di riparazioni e manutenzioni. Altri 5 ragazzi, dal 6 ottobre, sono stati associati al programma di volontariato svolto dai migranti insieme all’amministrazione pubblica. E hanno rimesso a nuovo alcune panchine e altri elementi di arredo urbano. «Dopo gli episodi positivi di volontariato nello sfalcio erba e nella pulizia urbana da parte dei ragazzi africani ospitati a San Donà nell’ambito del progetto Mare Nostrum – commenta l’assessore all’Ecologia Luca Marusso – la collaborazione tra l’amministrazione e i migranti si stabilizza anche con altre forme di impiego. Ringrazio il personale del Comune, a partire dal giardiniere capo Lorenzo Montagner e dal dirigente dei lavori pubblici Baldovino Montebovi, per un impegno nell’integrazione di questi ragazzi, che va ben oltre i normali compiti di ufficio».

I cinque ragazzi sono di età compresa tra 19 e 28 anni e provengono da stati sottoposti a dittature e segnati da tensioni che non di rado degenerano in guerre civili, quali il Gambia e la Guinea Bissau. Hanno partecipato, insieme a altri 15 migranti, al corso per la sicurezza dei lavoratori, lo scorso luglio, dedicato ai rischi specifici del lavoro manuale e che abilitava all’uso di piccoli macchinari. Per questo possono essere impiegati nella manutenzione di elementi di arredo urbano. «La proposta, rivolta soprattutto alle associazioni di volontariato, è di affiancare i migranti in attività in cui non siano concorrenziali con lavoratori locali – spiega il sindaco Andrea Cereser – dall’integrazione della pulizia delle strade al diserbo manuale, dalla cancellazione delle scritte sui muri alla cura del verde pubblico alle piccole manutenzioni dell’arredo urbano».

Il lungo percorso è passato attraverso l’impiego dei migranti prima alla mensa solidale e con la Croce Rossa. Quindi nella cura dei parchi per lavori di straordinaria manutenzione. "L’intervento dei migranti è possibile analogamente alle manutenzioni straordinarie operate da volontari", precisa l’assessore alle Opportunità sociali, Maria Grazia Murer. Poi la vicenda, emozionante, dei due calciatori aggregati agli allenamenti del San Donà Calcio. «Il Comune di San Donà si pone come modello di integrazione – conclude Cereser – Ormai nessuno si ricorda più che la città ospita una quota di profughi, e questo è un buon segno. Proponiamo un modello di integrazione basato sulla sicurezza, l’impegno verso la comunità e la reciproca conoscenza».
 

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