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Ancora pullman carichi di migranti al park della Metro. Zaia: «Presto altre "Brexit"»

Secondo la Regione Veneto al 23 giugno ne sono arrivati oltre 23mila, il 60% dei quali sono "fantasmi". "Brexit è un termometro popolare, si cambi o ce ne saranno altre"

Sono 23.422 i migranti giunti in Veneto, ma "solo" 9.386 quelli presenti nelle strutture temporanee. Significa che il 59,92% di queste persone, cioè 14.036, sono "fantasmi": così li idefinisce il presidente della Regione, Luca Zaia, perché "nessuno si sa chi siano, dove siano, cosa facciano, se soffrano o se siano entrati nel giro della malavita". "Nel frattempo - specifica il governatore - i dati della prefettura di Vicenza su quattro mesi di lavoro della commissione per il riconoscimento dello status attestano che 4 richiedenti su 5 non sono considerabili rifugiati. E ora dove andranno?"

Altri pullman carichi di persone sono giunti in territorio veneto anche in questi ultimi tre giorni: secondo un iter ormai collaudato, vengono fatti scendere al parcheggio della Metro di Marghera e poi smistati tra le sette province per essere condotti ai loro alloggi temporanei. "Chiamare questa situazione emergenza è poco – incalza Zaia – perché siamo di fronte a un fenomeno che l’inerzia europea e italiana non sono capaci né di disciplinare, né di arginare. Intanto gli immigrati arrivano ogni giorno, vengono scaricati come pacchi postali, senza rispetto né per la loro dignità né per i territori e per i sindaci, che vengono costretti ad affrontare situazioni impossibili e socialmente a volte pericolose".

"Intanto - conclude il presidente - gli eurosauri di Bruxelles si stracciano le vesti per la ‘Brexit’ che, a prescindere dagli effetti reali che avrà, è un messaggio chiaro di un popolo contro l’inefficienza e la lontananza dalla realtà dei territori della burocrazia europea, cadregara, parolaia e nulla più. Di certo uno dei perché è l’immigrazione numericamente insostenibile, che, se non si fa qualcosa di concreto, presto porterà ad altre Brexit da parte di popoli che chiedono di essere governati, non comandati a bacchetta, subendo ora le tasse esagerate, ora il taglio della loro assistenza sanitaria o sociale, ora l’ossessione della burocrazia, adesso anche l’immigrazione di massa,  troppo spesso irregolare".

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