Vicenza, militari Usa in isolamento "Crocevia" è stato il Marco Polo

Gli undici membri dell'esercito hanno raggiunto poi il capoluogo berico in bus: "Sono tutti mezzi dedicati, nessun contatto con i cittadini"

Sono partiti dalla Liberia per poi finire in quarantena alla caserma Ederle di Vicenza. Nel mezzo, però, sono transitati anche per l'aeroporto Marco Polo di Venezia, come evidentemente faranno anche gli altri militari che lasceranno Monrovia, la capitale dello Stato africano, al termine dela loro missione per aiutare la popolazione locale a combattere con maggiore efficacia il virus Ebola. "Prefetto e autorità americane confermano che i militari stanno bene – dichiara il sindaco di Vicenza, Achille Variati - e nessuno presenta sintomi del contagio: si trovano in una zona isolata della base dove rimarranno per tutti i 21 giorni del periodo di incubazione della malattia". Nelle prossime ore sono attesi altri 40 militari in arrivo dalle zone a rischio: in tutto ne arriveranno a Vicenza 87.

Di conseguenza forse ne transiteranno altrettanti per lo scalo di Tessera. L'itinerario seguito è stato spiegato in videoconferenza dal generale Derryl Williams, comandante del contingente di soldati rientrati. In isolamento ci sono anche due donne. I soldati sono rientrati in Italia a Pratica di Mare, dove hanno effettuato i primi esami, poi sono arrivati al "Marco Polo". Da qui sono partiti in autobus alla volta della base vicentina. Secondo Williams, unico motivo di preoccupazione sarebbe semmai l'eventuale rischio malaria, per cui comunque i soldati stanno seguendo la profilassi. "Il ritorno è stato deciso dai vertici militari americani, noi abbiamo obbedito agli ordini", ha sottolineato Williams.

"In questa faccenda scorgiamo un possibile buco nero - dichiara Antonino Pipitone, capogruppo in Regione dell'Italia dei Valori - Vorremmo che venisse chiarito da chi di dovere, a cominciare dall'assessore regionale alla Sanità. Leggiamo da piu' parti che i militari sarebbero arrivati all'aeroporto militare di Pratica di Mare in base a un protocollo internazionale di sicurezza, firmato anche dall'Italia, che prevede che tutti i militari di ritorno dalla missione in Liberia atterrino a Pratica per essere controllati dagli operatori degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf). Va tutto benissimo: protocollo, misure di sicurezza, isolamento precauzionale di questi giorni. Ma, ci chiediamo, poi come sono arrivati alla base di Vicenza? A quanto pare sarebbero giunti in Veneto atterrando all'aeroporto di Venezia Marco Polo. Hanno usato un volo di linea, mischiati ad altri ignari passeggeri civili?". Da fonti aeroportuali, ma è anche la logica a renderlo probabile, si spiega come i trasferimenti militari viaggino su livelli diversi. Mezzi dedicati dell'esercito e soprattutto poi salita a bordo sull'autobus direttamente a bordo pista. Anche in questo caso con ogni probabilità è accaduto così e succederà ancora. Visto che non sono state fornite informazioni diverse dall'esercito Usa.

L'ambasciata americana a Roma ha confermato che un gruppo di soldati americani di rientro dalla Liberia si trova in isolamento nella base Usa di Vicenza, ma ha precisato che "il rischio potenziale di infezione è basso, in Liberia i militari non hanno avuto contatto con persone contagiate dal virus".

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