L'eurodeputata Rosanna Conte minacciata dopo un'interrogazione sulle infiltrazioni mafiose

Consigliere leghista a Caorle, ha ricevuto una busta con una serie di immagini intimidatorie

Una delle foto ricevute da Conte

L’Europarlamentare della Lega Rosanna Conte, che è anche consigliere comunale a Caorle, ha detto di aver ricevuto una busta chiusa e anonima contenente fotografie che rappresentano minacce di stampo mafioso. Le minacce sono arrivate dopo una sua interrogazione che chiedeva informazioni su presunte infiltrazioni della mafia nel territorio in seguito alla visita della Commissione nazionale antimafia nel Veneziano.

Denuncia

Conte ha spiegato di aver segnalato il fatto in Consiglio comunale lunedì sera, sostenendo che «è un atto intimidatorio che mi preoccupa unicamente per la mia famiglia e per chi mi sta vicino» e affermando che «se si voleva mettere un bavaglio per far sì non si dica che anche a Caorle potrebbe esserci la mafia, con tutte le sue ramificazioni, con me ha sbagliato indirizzo. Anzi, da oggi in poi sarò ancora più decisa e più determinata: non sono minacce come queste che possono fermare chi, come me, crede nella legalità e nella giustizia. Purtroppo anche a Caorle vi è da tempo un clima fatto di sospetti e di situazioni poco chiare, a volte anche omertose».

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Solidarietà

Subito è giunta la solidarietà «personale e istituzionale» del presidente della Regione, Luca Zaia, che in una nota ha scritto: «Sono vicino a Rosanna e a tutta la sua famiglia perché sono momenti dolorosi che conosco bene, durante i quali passano un sacco di idee per la testa. Ma l’unica soluzione è non mollare. Spero che gli inquirenti facciano chiarezza su questa vicenda, che è un atto gravissimo, da condannare senza se e senza ma». Parole di sostegno anche da Nicola Pellicani, deputato Pd e componente della Commissione antimafia: «Esprimo la mia solidarietà a Rosanna Conte. L'episodio fa pensare a un collegamento con le vicende di cui si è occupata la Commissione nel corso della missione dello scorso 18 luglio. Il collegamento tra il clan dei Casalesi e le cosche che opererebbero a Caorle è emerso con chiarezza anche dalle ordinanze dell'inchiesta di Eraclea. Per far luce sulla vicenda ho chiesto l'audizione del Capo della procura di Trieste Carlo Mastelloni in Commissione Antimafia. Più in generale, alla luce anche dell'inchiesta della DDA di Torino che ha accertato la presenza della 'ndrangheta a Jesolo, è urgente accendere un faro sulla presenza delle mafie in tutto il litorale».

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