Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

La ministra: «Venezia è un cosmo in cui convergono problemi e soluzioni di scala globale»

Maria Cristina Messa ospite oggi all'Arsenale al convegno "Bauhaus of the seas"

«Venezia non poteva che essere in prima linea in un progetto che vede il coinvolgimento delle città costiere e punta a diventare veicolo per la salvaguardia del mare, uno dei beni più importanti che abbiamo». Con queste parole, il sindaco della città lagunare, Luigi Brugnaro, ha introdotto i lavori dei due giorni di convegno "Bauhaus of the seas", ospitato negli spazi dell'Arsenale.

Il primo cittadino ha ricordato il delicato equilibrio che lega Venezia al mare, «e oggi, - ha aggiunto - siamo qui a difendere quel legame che è il vero spirito della città, luogo simbolo per tutti i cittadini del mondo. Dobbiamo fare in modo che le terribili immagini dell'acqua eccezionale del 12 novembre 2019 restino solo una triste pagina della storia di questa città. Dobbiamo garantire a chi la vive l'impegno per arginare le dure conseguenze dei cambiamenti climatici. Grazie al Mose, gli ingegneri hanno fermato il mare, ora dobbiamo completare l'opera e metterla in funzionamento in modo definitivo».

Presente all'iniziativa anche il ministro dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa,  che ha sottolineato come «Venezia è il laboratorio ideale dove sperimentare soluzioni capaci di coniugare sostenibilità, inclusività e bellezza. È un cosmo in cui convergono problemi e soluzioni di scala globale. La laguna, - ha aggiunto - con il suo fragile equilibrio e la sua complessa gestione amministrativa e sociale, è terreno di prova per esperimenti esportabili all'intero pianeta».

È spettato alla rettrice di Ca' Foscari, Tiziana Lippiello, spiegare le finalità della tavola rotonda all'Arsenale. «Venezia con Ca’ Foscari e Lisbona con l’Istituto Superiore Técnico di Lisbona, - ha detto - e altre capitali europee propongono un movimento globale attorno ad uno spazio naturale importante qual è il mare. Scopo del progetto è promuovere un modello etico ed estetico legato alle varie dimensioni del nostro rapporto con il mare. È un viaggio che parte dal Portogallo e dall’Italia per estendersi a tutte le coste e regioni marittime dell’Italia».

«Metteremo a disposizione le nostre competenze nelle scienze ambientali e nelle tecnologie legate al mare e ai cambiamenti climatici; - ha aggiunto - nella valorizzazione e nel management dei beni culturali, dall’archeologia marittima al restauro e alle produzione artistiche e culturali; le competenze digitali per promuovere politiche di inclusione e di rigenerazione urbana e i numerosi network nel mondo e in particolare lungo le Vie della seta marittime per creare nuove occasioni di promozione e diplomazia culturale».

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