Il ministro Graziano Delrio alla Camera: "Le grandi navi potrebbero finire a Marghera"

Il membro del governo durante il question time alla Camera mercoledì: "Stanziati 120 milioni di euro dal Cipe per le bonifiche". Annunciata una riunione del Comitatone entro febbraio

"Ci sono soluzioni già potenzialmente pronte, come Marghera". Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, mercoledì ha ribadito ciò che nei mesi scorsi aveva dichiarato all'aeroporto Marco Polo, salvo poi aggiustare il tiro: il governo sta pensando di portare le grandi navi lì. Nonostante rimangano ancora sul piatto le ipotesi De Piccoli (per cui è arrivato l'ok dalla commissione Via) e quella sponsorizzata dall'Autorità portuale e dal sindaco Luigi Brugnaro, ossia il "Tresse Nuovo". Il membro del governo ha risposto durante il question time alla Camera all'interrogazione del deputato di Sinistra Italiana, Giulio Marcon, il quale ha chiesto conto della situazione di stallo (che dura da anni) sulla soluzione alternativa al Canale della Giudecca per le grandi navi. 

Ebbene, il ministro ha indicato Marghera. Tanto più che ha sottolineato, come riportano i quotidiani locali, che il Cipe ha approvato uno stanziamento di 120 milioni di euro per bonifiche in alcune aree per poter determinare "approdi stabili". E' possibile che Delrio intendesse l'area Montesyndial, di cui aveva già parlato durante la sua visita per l'inaugurazione dell'approdo d'acqua in aeroporto. Gli stessi ettari, però, in cui l'Autorità portuale conta di costruire la piattaforma "on-shore" del porto d'altura. In cui verrebbero scaricati e caricati container e merci. L'esecutivo Gentiloni lì potrebbe invece decidere di costruire le banchine per le navi da crociera superiori alle 40mila tonnellate di peso, che il decreto Clini-Passera indicava come troppo grosse per il Bacino di San Marco. 

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La decisione definitiva dovrebbe arrivare in fretta. E' lo stesso ministro a sottolinearlo: entro febbraio si riunirà l'Unesco per decidere se Venezia sia da inserire nella lista dei "siti a rischio". Per questo motivo prima dovrà riunirsi il Comitatone, che con la crisi di governo è slittato al 2017. E' probabile che al termine del faccia a faccia si avranno le idee più chiare sul futuro delle navi da crociera a Venezia.
 

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