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Piccoli pusher crescono: in centro storico fermata gang di ragazzini

Un 17enne arrestato, un 14enne tra gli spacciatori più attivi e un'altra minore inchiodata dalle prove. In tutto sono dieci i giovani veneziani denunciati per spaccio dai carabinieri

Avevano deciso di mettersi a spacciare per due motivi: perché l'unione fa la forza (e loro erano in tanti), e perché si sarebbero potuti fare soldi facili. Molti. Il dettaglio inquietante però è che parte di loro erano minorenni. Quattro per la precisione. Un diciassettenne, l'unico, è finito in manette perché sorpreso in flagrante mentre vendeva marijuana. Gli altri, in tutto dieci, sono stati denunciati a piede libero. Le indagini della compagnia dei carabinieri di Venezia hanno scoperchiato un calderone caratterizzato da droga e illegalità in pieno centro storico.

In tutti i sestieri la "gang" aveva clienti, in tutte le zone sono state riscontrate cessioni di droga. In Erbaria, a Santa Marta, a Piazzale Roma, a Castello, soprattuto in zona Fondamenta Nove. Dappertutto. Dalle feste natalizie a oggi sono state documentate un centinaio di compravendite. Nella combriccola anche un 14enne, tra i più attivi del gruppo. Forse perché la consapevolezza della gravità di quello che stava facendo non c'era. O forse per il desiderio di dimostrarsi più grande dell'età che aveva.

Un arresto, dunque, dieci denunciati. Giovanissimi. Quattro minori, tra cui anche una ragazza, che nonostante una posizione non "da protagonista" è stata inchiodata di fronte alle proprie responsabilità. Se serviva "roba" si davano da fare per approvigionarsi, se qualcuno aveva un impegno si faceva rimpiazzare dal complice. Un'organizzazione a suo modo capillare, che riforniva compagni di scuola e di università. Si stavano facendo conoscere, infatti. Iniziavano a essere cercati sulla piazza. I militari dell'Arma hanno riportato tutti alla realtà: comprese le rispettive famiglie (tutte con un buon tenore di vita) rimaste sotto shock da quello che i loro figli erano riusciti ad architettare.

Questa operazione sarebbe il "secondo round" delle indagini che mesi fa avevano portato alla denuncia di una ventina di ragazzi e all'arresto di uno studente. Gli inquirenti ora puntano a scoprire il "piano superiore" dell'organizzazione: chi, senza alcuno scrupolo, riforniva di droga i più giovani sfruttano il fatto che fossero tutti incensurati e non avessero consapevolezza (forse) dei guai in cui si stavano mettendo.

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