Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca Via Luigi Mariutto

Mirano: la ginecologia è "ingolfata", quattro ore e mezza per le dimissioni

A raccontare la disavventura Patrizia Andreotti, consigliera di Noale: "Mia madre (76 anni) doveva essere dimessa alle 15 e invece ha lasciato l'ospedale alle 19.30. Disagi anche per altre donne"

L'ospedale di Mirano

Quattro ore e mezza in attesa di poter essere dimessa dopo un intervento di day hospital. "Disavventura" per un'anziana di 76 anni al reparto di Ginecologia dell'ospedale di Mirano. A raccontarla è la figlia, Patrizia Andreotti, consigliera comunale di Noale. «Parlo soprattutto come donna - spiega - quello che ho visto è inaccettabile». La vicenda inizia la mattina di lunedì scorso, quando accompagna la madre in reparto per un piccolo intervento diagnostico: «Fin qui tutto bene - spiega - Poi, al momento delle dimissioni, abbiamo scoperto che era in servizio un solo "eroico" medico che doveva coprire la corsia di ginecologia, le visite urgenti e la sala parto».

Arriva, come spesso accade in un reparto del genere, l'emergenza. E il ginecologo quindi viene chiamato per un parto cesareo. «Ho visto il medico salire e scendere in ascensore svariate volte tra Ostetricia e Ginecologia, sempre da solo - continua Andreotti - fino alla firma delle dimissioni verso le 19.30, assieme ad altre donne che erano in attesa da ore». Il disagio, infatti, non sarebbe stato "singolo", ma "collettivo": «Una ragazza in sala d'aspetto mi ha raccontato di essere entrata al pronto soccorso alle 9.30, in reparto di ginecologia per visita urgente alle 14 e di essere stata visitata verso le 19 - continua la consigliera di Noale - Con lei c'erano altre signore che aspettavano dal mattino».

Nessuna accusa al personale medico, anzi. «Sono stati "eroici" - commenta Andreotti – Mi chiedo se siano problemi organizzativi o economici. È incivile e indegno costringere delle donne con problemi che creano ansia e particolare disagio, attendere ore e ore in attesa degli eventi». Interpellata, la dirigenza dell'Ulss 13 spiega che nel giorno "incriminato" non c'era carenza di personale (sono previsti in pianta stabile due medici nel reparto) ma si erano verificati un sovrafflusso di pazienti e un accavallarsi di emergenze.

Pomeriggio difficile, dunque: «Non abbiamo ricevuto segnalazioni di disservizi - spiegano i vertici dell'azienda sanitaria - invitiamo a contattarci subito per chiederci questo tipo di chiarimenti». Spiegazioni cui la consigliera Andreotti controbatte: «Avevo chiesto notizie all'imfermiera e mi ha spiegato che c'era un solo medico - dichiara - La compagna di stanza di mia madre ci ha raccontato una vicenda simile avvenuta due anni fa. Tante le lamentele che ho raccolto in un pomeriggio. Anche per il medico "eroico" non deve essere stato facile».

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