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Pane fresco ma senza emissioni: a Mirano il primo forno che rispetta l'ambiente

Il panificio "L'albero del pane" apre anche in via Matteotti e investe 60mila euro per non inquinare. Gallo di Confcommercio: "Investimento coraggioso, nonostante la crisi"

Fare il pane rispettando l’ambiente. A Mirano uno dei più antichi mestieri si sposa con l’ecologia, grazie al nuovo forno con cottura ecologica acquistato dai titolari de “L’albero del pane”.

Il nuovo apparecchio, di ultima generazione, è stato presentato in occasione dell’inaugurazione del nuovo panificio-pasticceria, che ha aperto i battenti da alcuni giorni in via Matteotti, alla presenza dei rappresentanti di Confcommercio del Miranese, di cui l’attività è socia e del Comune. Il laboratorio invece, che sforna pane fresco e prodotti da forno per due punti vendita, si trova in piazza Aldo Moro, a fianco dell’attività aperta dalla famiglia Carraro nel 1995. Il nuovo forno, primo del genere nel territorio, rappresenta la nuova frontiera dell’ecosostenibilità: qui, infatti, il pane viene cotto in maniera del tutto ecologica, grazie a un forno a pellet, l’unico certificato che produce zero emissioni.

A produrlo è l’azienda Polin di Verona. Il confronto con altri tipi di forno vale più di ogni slogan ecologista: mentre infatti un forno a gasolio produce 304 grammi di Co2 per kilowatt/ora, quelli a Gpl 261 grammi di Co2 per kilowatt/ora e quelli a metano 193 grammi per kilowatt/ora, finora l’impianto più ecologico appariva quello del forno a energia elettrica, il più diffuso, il quale però produceva comunque una quantità di anidride carbonica pari a 168 kilowatt/ora, determinata dal fatto che l’80% dell’energia elettrica è ottenuta bruciando combustibili fossili.

Le emissioni zero apparivano insomma un miraggio: fino all’arrivo del forno a pellet, l’unica fonte che non aggrava l’effetto serra e non danneggia l’ozono, perché non rilascia alcuna quantità di anidride carbonica in atmosfera. Polin, che è azienda leader mondiale nella produzione di forni di questo tipo per panifici e pasticcerie, lo ha realizzato dopo anni di studi e ricerche e nel Miranese la famiglia Carraro è stata la prima ad acquistarlo per i suoi due panifici di Mirano.

"Avevamo l’esigenza di cambiare il vecchio forno, dopo 26 anni di onorato servizio - spiega Alessio Carraro, titolare dell’attività insieme al fratello Cristiano e alla madre Laura - e abbiamo preferito farlo in modo ecocompatibile, performante e a norma di legge. Ci è costato 60mila euro e ad essere sinceri, acquistarne uno a metano, ci avrebbe permesso di risparmiare sull’ordine dei 10 mila euro, ma abbiamo deciso di investire nell’ambiente. La scelta è stata quella di abbinare un macchinario compatibile con la nostra missione, che è quella di offrire ai clienti alimenti sani e con ingredienti naturali, non aveva senso cucinare pane fresco, buono e naturale, rilasciando fumi e polvere nell’ambiente".

Ha dimostrato soddisfazione Ennio Gallo, presidente di Confcommercio del Miranese: "Fa molto piacere vedere che ci sono imprenditori che continuano ad investire, nonostante il periodo attuale non sia dei più favorevoli e soprattutto che lo faccia innovando, investendo in nuove tecnologie rispettose dell’ambiente".

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