La Commissione blocca il Mirano Summer Festival: «Troppe criticità organizzative»

L'evento sarebbe dovuto partire questa sera. Il Comune, pur dispiaciuto, ha comunicato che non c'è stato il via libera allo svolgimento. Critico il patron Favaretto: «Manca l'appoggio delle istituzioni: così non si riparte, restiamo bloccati da paura e burocrazia»

Immagine d'archivio

La musica doveva tornare sul palco con il Mirano Summer Festival a partire da oggi, in una veste inedita, come manifestazione di fine estate. Un evento tanto atteso nel Miranese, che avrebbe visto protagonista nelle prossime settimane anche l'ex Pooh Riccardo Fogli. Ma la manifestazione, nonostante gli annunci, non partirà. La Commissione comunale di vigilanza sul Pubblico spettacolo ha infatti negato l’autorizzazione allo svolgimento, poiché «non è stata in grado di risolvere le forti criticità rilevate nei giorni scorsi, tra gli altri, dalla Regione Veneto (Area Sanità e Sociale) e dalla Prefettura nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica».

Le criticità

Più nello specifico dei problemi non risolti, la Commissione ha sottolineato come «permangono forti criticità rispetto al piano sanitario per la prevenzione del Covid-19, al piano di safety e security (in cui rientrano le disposizioni per adempiere la normativa antiterrorismo), al sistema di impiantistica elettrica e al piano dei parcheggi».

Altri elementi che secondo la Commissione renderebbero controindicato svolgere il festival sono alcune caratteristiche della manifestazione stessa. «La prevista affluenza di circa 1000 persone a serata e la contestuale somministrazione di cibo e bevande (700 coperti) la rendono un evento particolarmente complesso e a rischio, - spiegano - totalmente diverso da quelli che hanno fin qui caratterizzato l’estate miranese (per es. Mirano Oltre e Mirano Estate Teatro in Villa), per i quali, per caratteristiche e per i numeri contenuti, non era stato necessario l’intervento di verifica della Commissione Pubblico spettacolo. Come specificato dalla Regione, non si tratterebbe di un evento disciplinabile attraverso le Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative, ma di qualcosa - per durata, numerosità di pubblico e coesistenza di varie attività - con caratteristiche nettamente più complesse».

«Un solo positivo richiederebbe migliaia di tamponi»

«Va anche sottolineato - aggiungono dalla Commissione - che la quantità di persone che il festival richiamerebbe contemporaneamente in unico luogo presupporrebbe un complessissimo lavoro di tracciamento nell’eventualità di positività tra i partecipanti: anche un solo caso di contagio comporterebbe migliaia di tamponi, un’attività di verifica estremamente onerosa, specie in questo periodo in cui i casi di infezione sono purtroppo tornati a crescere. Stazionamento e tracciamento delle persone partecipanti, inoltre, sono alcune delle carenze non risolte del piano sanitario per la prevenzione».

La reazione di Favaretto: «Bloccati da paura e burocrazia»

Critico il patron del festival, Paolo Favaretto: «Avevamo messo in piedi un protocollo di sicurezza senza eguali - ha comunicato con una nota - mille persone al massimo per serata, sedute segnate e nessun posto in piedi, registrazione di tutti i partecipanti per un eventuale tracciamento sanitario, servizio ai tavoli per evitare contatti agli stand. L'obiettivo è la salute e la sicurezza pubblica. Praticamente, per venire incontro alle richieste delle autorità abbiamo accettato di ridurre il Mirano Summer Festival a una piccola sagra di paese quanto a numeri, ma con protocolli anti-Covid da grande evento. Il massimo sforzo per un evento rimpicciolito da paura e burocrazia eppure lo stop è arrivato comunque e fa pensare che in realtà il problema non fossero le misure di prevenzione e sicurezza ma il fatto stesso che la manifestazione si facesse. A differenza di tante altre che, invece, forse perché meno blasonate, possono partire e concludersi. Prendiamo atto che nulla è cambiato rispetto ai mesi scorsi: una vera ripartenza non c’è e non si vuole fare, rimaniamo in balìa della paura e della burocrazia. Oggi l’unica risposta permessa a chi realmente cerca, in sicurezza, di rincorrere la normalità è: no, rinunciamo».

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«Sempre pronti a trovare un accordo»

Favaretto fa notare che «i piani di prevenzione e sicurezza sono stati presentati da giorni e ritoccati ad ogni richiesta» e che da parte del Comune non c'è stato «alcun controllo visivo sul posto». «È evidente - prosegue - che non erano gli assembramenti il problema, ma l’impreparazione delle autorità preposte al controllo e il richiamo che la manifestazione avrebbe potuto avere nonostante il contingentamento. Peccato, si poteva però essere chiari fin dall’inizio. Dispiace per il mancato appoggio delle istituzioni, soprattutto il Comune. A questo punto lancio una sfida: ci dicano, protocolli e linee guida alla mano, cosa possiamo fare insieme, con quali numeri e misure, visto che la volontà di proporre qualcosa per la città e i cittadini dovrebbe essere condivisa. Siamo disponibili a trovare un accordo per realizzare anche in parte la nostra proposta. Chiederemo una nuova commissione, alla quale presenteremo un nuovo piano». L’Associazione Volare si riserva di valutare anche il ricorso alle vie legali.

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