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Cronaca

Mezzi del trasporto pubblico, «parte di un progetto pubblico»

Sindacati, Comune, Actv Avm e prefettura hanno ripristinato il 100% dei mezzi. Per Cgil è l'inizio. «Vogliamo partecipare alla riorganizzazione cittadina. Ecco cosa cambiare subito nei servizi»

Teleconferenza del sindacato Filt dei trasporti e della Cgil oggi, giovedì 28 maggio. Dalle riflessioni sul riavvio al 100%, in versione invernale, dei mezzi del trasporto pubblico locale, eccezion fatta per le linee estive e i lavoratori stagionali a casa per ora, si fa punto e a capo e si pensa a riorganizzare la città. Le riflessioni sulla monocultura turistica, la residenzialità, la cultura, l'industria e il rapporto fra la città d'acqua e terraferma, «sembrano sparite dall'agenda», secondo Ugo Agiollo, segretario generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia. «Senza un piano per la città, non si può avere neppure un progetto per il sistema del trasporto pubblico locale, nella sua integrazione tra ferro, gomma e acqua e quindi partendo dalla domanda», dice Valter Novembrini Filt Cgil. «Le parti sociali non possono essere escluse dai tavoli perché elemento di conflitto», commenta Agiollo. Visto che l'incontro sul trasporto alla fine ha dato i suoi frutti, l'obiettivo è quello di prender parte stabilmente alle decisioni che riguardano la città, «cosa che non è mai avvenuta con questa Amministrazione», precisano Agiollo e Novembrini.

Le alternative

Ci sono, per Novembrini, che risponde a una domanda, parti del sistema dei trasporti modificabili da subito per avere efficienza e integrazione delle modalità di viaggio. «Una linea ferroviaria ogni 5 minuti Mestre-Venezia, significa un risparmio di risorse che può venir impiegato nel servizio di adduzione alla stazione di Mestre (collegamento ai treni). C'è la necessità di ridurre gli arrivi a piazzale Roma; bastava - afferma Novembrini - portare il tram a San Basilio. Queste idee c'erano già con la vecchia amministrazione. Come quella di spostare Cialdini a San Giuliano e fare navette da lì a piazzale Roma - mentre - se si arriva a san Basilio e al Tronchetto con motobattelli foranei, si riduce il traffico di piccolo cabotaggio e lo si lascia in centro storico - e ancora -. I battelli da Murano a ponte Solesin e un tapis roulant da Solesin alla stazione ferroviaria, tolgono il turismo dal pendolarismo». Impostazione, commenta il sindacalista, che non ha nulla a che fare con passerelle o ponti ulteriori: «niente di innovativo dal punto di vista trasportistico. Anche i lancioni potrebbero caricare fuori dal Tronchetto con un'area di scarico in zona Vega, all'Aquae, per poi mettere sui bus i turisti fino a Venezia. Occorre ripensare alla gestione della città. Se si decideranno flussi differenziati di turismo verificheremo come modificare il trasporto in base alla domanda». Più tardi, nel pomeriggio, i sindacati hanno reincontrato Actv Avm a un nuovo tavolo. Occorre gestire anche le ferie dei lavoratori, a breve, e c'è da «costruire un dialogo costante con il governo e la regione in modo che sia riconosciuta la specificità di Venezia anche sul versante dei finanziamenti». Nuova comunicazione di rafforzamento delle linee da Actv.

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