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Migliaia di auto, 2,5 milioni tutti in nero. Con i soldi evasi acquista tre abitazioni

La guardia di finanza ha portato a termine un'operazione articolata, terminata con l'arresto di un imprenditore di origine moldava. Soldi evasi investiti in tre case

Ben integrato nel tessuto cittadino, aveva avviato, nel corso degli anni, un'attività molto redditizia. I militari della guardia di finanza di San Donà di Piave hanno concluso giovedì una complessa verifica fiscale nei confronti di un cittadino moldavo, residente da molti anni nel territorio comunale, che si occupava da tempo di intermediazione e commercio di automobili. Il tutto all'insaputo del Fisco.

L'attività dell'imprenditore è cominciato con un primo contatto con le concessionarie di zona, proponendosi come interprete per i clienti esteri, per poi entrare a tutti gli effetti in affari con le varie società, diventando nel tempo uno stabile punto di riferimento per molte concessionarie di primo piano delle province di Venezia, Treviso e Pordenone con la compravendita di numerosi veicoli a basso costo che venivano periodicamente caricati sulle bisarche dirette oltre confine. Nella maggior parte dei casi l'uomo assumeva su di sé il rischio d’impresa, acquistando in proprio le auto e stoccandole in un piazzale, affittato, ovviamente in nero, a San Donà.

Quello che ha messo in allarme i finanzieri sono state le numerose "tracce" lasciate dall'evasore. L’elevato tenore di vita dell’intera famiglia, sproporzionato rispetto ai bassi redditi dichiarati, i numerosi annunci di auto su siti specializzati, oltre a diversi controlli stradali a proprio carico, che lo vedevano alla guida di auto sempre diverse. Infine, un numero abnorme di denunce per smarrimento di targhe automobilistiche e l'acquisto di tre abitazioni, con ogni probabilità acquistate con i soldi evasi al Fisco.

Dopo il permesso dall'autorità giudiziaria, le fiamme gialle hanno proceduto con la perquisizione domiciliare. All'interno dell'abitazione dell'uomo hanno trovato numerosi documenti di interesse probatorio, chiavi di autoveicoli, una targa prova usata per scopi sia imprenditoriali, sia personali, agende manoscritte per la contabilità in nero, bollette doganali, vaglia e soprattutto contanti per circa 24mila euro, usati quotidianamente per pagamenti senza traccia. Poi l'intervento nel piazzale di stoccaggio nel quale l'evasore "parcheggiava" i mezzi: ben 40 gli autoveicoli trovati dalle forze dell'ordine, per un valore totale di oltre 80mila euro.

Successivi accertamenti bancari hanno permesso di documentare che alcuni familiari dell’evasore fiscale prestavano il loro conto corrente per farvi affluire pagamenti ed incassi illeciti. Scavando nel passato illecito dell'uomo, è emerso come dal 2010 ad oggi siano state 1500 le automobili commerciate, tutte in nero, per un volume d'affari vicino ai 2 milioni e mezzo di euro, ed un'evasione fiscale da 500mila euro. A quanto pare, però, l'uomo la farà franca: non ci sarebbero infatti gli estremi per procedere penalmente.

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