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Molestie sessuali e aggressioni a pugni a bordo dei treni: individuati due colpevoli

Due episodi di violenza sulla linea Venezia - Udine tra dicembre e gennaio. Sono stati riconosciuti grazie alla videosorveglianza e alle testimonianze delle vittime

Due brutti episodi di violenza sui treni, uno a dicembre e uno a gennaio. Sono stati individuati i responsabili delle aggressioni avvenute ai danni di una capotreno e di un macchinista operanti sulla linea Venezia-Udine, attaccati mentre svolgevano il loro lavoro. Il primo caso risale al 19 dicembre su un convoglio proveniente da Venezia: la capotreno prima della fermata di Treviso chiede il biglietto a tre passeggeri che, ubriachi, stanno infastidendo altri viaggiatori. Il più esagitato dei tre, oltre a dichiararsi spavaldamente senza biglietto, si rifiuta di fornire le proprie generalità. Dopodiché, non contento, inizia ad importunare la dipendente Trenitalia proponendole un rapporto sessuale e la insegue quando lei decide di allontanarsi e chiamare il numero di soccorso. Fortunatamente interviene un finanziere libero dal servizio che riesce a mettere in fuga l’energumeno e i due amici, scesi a Lancenigo (Treviso). Le testimonianze e le immagini delle telecamere permettono al compartimento di polizia ferroviaria di riconoscere il protagonista dei fatti, che nelle settimane successive viene intercettato a bordo dello stesso treno. Identificato per il cittadino tunisino A.M. di 34 anni, viene indagato per il rifiuto di generalità e oltraggio a pubblico ufficiale.

Il secondo episodio risale al 27 gennaio e ha come teatro un treno proveniente da Mestre. Nella tratta Preganziol-San Trovaso un giovane, alla richiesta del capotreno di esibire il biglietto, dapprima lo aggredisce verbalmente, poi passa alle vie di fatto e lo spintona, finendo per versargli addosso una lattina di birra che aveva in mano. Come se non bastasse, giunto alla fermata di San Trovaso, ruba il berretto al dipendente di Trenitalia. La situazione peggiora quando il macchinista del treno interviene in soccorso del collega e il violento reagisce sferrandogli una testata al volto ed un pugno. Poi scappa. Il macchinista, ricorso alle cure sanitarie, viene giudicato guaribile in 10 giorni. Ma la sua testimonianza, come quella del capotreno, si rivela fondamentale assieme alle immagini delle telecamere per individuare l’autore dei fatti nel giro di poche ore: si tratta di V. A., trentenne trevigiano già noto alle forze dell’ordine perché resosi autore di episodi del genere anche contro agenti di polizia. Viene indagato per violenza e minaccia a pubblico ufficiale.

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