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L'appello di Molina: "La sede veneziana dell'Unesco è a rischio"

Il candidato alle primarie del centrosinistra chiede a Zappalorto un intervento contro la possibilità del trasferimento. "Un segnale su questioni internazionali"

«Il mondo sta guardando da tempo a Venezia come a una realtà senza speranza, senza capacità né voglia di riscatto. Io non ci sto». Con queste parole Jacopo Molina, candidato alle primarie del centrosinistra veneziano, si rivolge al commissario Zappalorto: il riferimento è alla discussione sul futuro della sede Unesco di Venezia. «C'è il rischio che venga chiusa e spostata a Trieste», spiega Molina.

In ballo c'è la sede dell'ufficio per la cooperazione scientifica e culturale nel sud-est Europa. E per Molina il concetto chiave è proprio l'internazionalità: perdere la sede operativa dell'Unesco sarebbe "inaccettabile, un altro passo nella trasformazione della città in 'museo-vetrina', quando invece Venezia è città viva e capace di cambiamenti di respiro internazionale".

Da qui l'appello a Zappalorto, perché interceda diplomaticamente per evitare la chiusura dell'ufficio con sede a palazzo Zorzi. «Certo, se il palazzo si liberasse della presenza di Unesco Bresce, il Comune potrebbe venderlo per coprire parte del buco dei debiti - spiega Molina -. Ma Venezia, patrimonio dell'umanità, deve continuare ad avere un ufficio che lavori sul sud-est Europa nell’ambito della scienza e della cultura e che crei sinergie per la città.

«Venezia non può restare silente sino all'ultimo atto - conclude - C'è poco tempo per reagire, per dare un segnale che la classe politica di questa città è ancora presente nelle questioni internazionali».

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