Cronaca

Veneto Strade conclude il monitoraggio dei ponti di pianura: «Sulla nostra rete sono sicuri»

Le opere sono state suddivise in fasce di attenzione. «Servono 90 milioni di euro per intervenire su quelle con classe di attenzione alta»

Foto Veneto Strade

Sulla rete viaria gestita da Veneto Strade «non c'è nessun ponte, viadotto o cavalcavia a rischio crollo o con problemi statici rilevanti» e quindi «non c'è il rischio, facendo i dovuti scongiuri, che si verifichi un caso Morandi». Questo vale per tutte le province venete eccetto quella di Belluno, dove le verifiche sono ancora in corso. A riferirlo è il direttore di Veneto Strade, Silvano Vernizzi, che oggi, assieme all'assessore regionale alle Infrastrutture Elisa De Berti, ha presentato i risultati del monitoraggio sui ponti stradali veneti avviato nell'aprile 2020.

In totale il monitoraggio, realizzato con ispezioni visive, riguarda 504 opere di competenza di Veneto Strade (che sono però solo una parte di quelle esistenti: molte sono in capo alle province o altri enti). Di queste, 249 sono già state ispezionate, ovvero tutte quelle presenti in pianura: i manufatti non ancora sottoposti a verifica si trovano tutti in provincia di Belluno, per cui la conclusione del progetto è prevista per settembre 2021.

Le opere esaminate (32 ponti in muratura, 151 in cemento armato e 14 in acciaio) sono state suddivise in cinque fasce a seconda delle loro condizioni: il 39% di esse è stato inserito nella classe di attenzione alta, il 16% in classe di attenzione medio-alta, il 37% in classe di attenzione media e l'8% in classe bassa. «Classe di attenzione non significa livello di rischio», precisa Vernizzi, chiarendo che le opere nelle classi di attenzione maggiore presentano segnali - ad esempio macchie di umidità, ristagni d'acqua, ossidazione di bulloni o travi - che suggeriscono ulteriori approfondimenti. Di conseguenza la classificazione porta all'individuazione di una lista di priorità nell'approfondimento dei monitoraggi e negli interventi.

Lavori per cui la Regione ha in realtà già stanziato circa 27 milioni, «15 nella legge di bilancio approvata a fine 2017 a valere sul 2018, quindi ben prima del ponte Morandi, e 12 lo scorso anno», evidenzia l'assessore De Berti, che stima però in 90 milioni di euro l'importo necessario a intervenire sulle opere con classe di attenzione alta. «Sono necessari stanziamenti di risorse statali per la viabilità nazionale e per la viabilità provinciale», sottolinea De Berti, precisando che i 90 milioni sono stimati per le opere della parte di monitoraggio già conclusa, quindi per quelle di pianura.

Gli interventi ipotizzati dovrebbero «garantire una vita aggiuntiva alle infrastrutture di circa 20-25 anni», conclude Vernizzi, chiarendo che però le opere non hanno una vita infinita e quindi prima o poi «necessiteranno di essere di ricostruite completamente». Intanto, però, la necessaria manutenzione basterà a garantire la sicurezza.

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