Sul monte Bianco portata la prima carota di ghiaccio da conservare in Antartide

Sul Monte Bianco è in corso la prima missione del progetto Protecting Ice Memory, promosso da Carlo Barbante, professore all'Università Ca' Foscari Venezia e direttore dell'Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr)

Monte Bianco (fonte: wikipedia)

Un team italo-francese di glaciologi e ingegneri ha recuperato dal ghiacciaio del Col du Dôme sul Monte Bianco la prima carota di ghiaccio destinata al ‘santuario’ antartico dove sarà conservata per le future generazioni di scienziati. Il campione è stato trasportato in elicottero a Chamonix e da qui andrà ai laboratori di glaciologia e geofisica dell’ambiente dell’Università Grenoble Alpes e del CNRS francese, in attesa di ripartire, nel 2020, per l’Antartide.

Sul monte Bianco è in corso la prima missione del progetto Protecting Ice Memory, promosso da Carlo Barbante, professore all’università Ca’ Foscari Venezia e direttore dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr), e Jérôme Chappellaz, direttore di ricerca al Cnrs. L’obiettivo è creare in Antartide, in una grotta sotterranea alla base Concordia, un archivio climatico e ambientale formato da decine di campioni prelevati in tutto il mondo dai ghiacciai più minacciati dal riscaldamento globale.

"La nostra generazione di scienziati, testimone del riscaldamento globale, ha una grande responsabilità verso le generazioni future. Per questo doneremo campioni di ghiaccio provenienti dai più fragili ghiacciai alla comunità scientifica dei decenni e dei secoli a venire, quando questi ghiacciai saranno scomparsi o avranno perso la qualità dei loro archivi", afferma Carlo Barbante. 

Dall’Italia hanno raggiunto il Col du Dôme per partecipare alla missione i cafoscarini Andrea Spolaor, Francoise Bourgay, Michele Berto e Federico Dallo, oltre a Jacopo Gabrieli e Luisa Poto dell’Idpa-Cnr. La prossima missione si svolgerà in Bolivia nel 2017 ed è aperta una campagna di raccolta fondi per rendere possibile la prosecuzione del progetto. I primi sostenitori sono stati la Fondazione Alberto II di Monaco, Findus France, Claude Lorius (glaciologo francese pioniere delle perforazioni glaciali), Petzl, AKU e Pressario.

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