Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Morte di Gisella Rizzi, chiesto rinvio a giudizio per l'automobilista che la travolse sulle strisce

La donna, di Camponogara, era stata investita in centro a Preganziol, dove viveva, da un 76enne di Mogliano indagato per omicidio stradale. Il decesso 2 giorni dopo l'incidente

Procedeva "a una velocità non adeguata allo stato dei luoghi (in pieno centro e in corrispondenza delle strisce pedonali) e, senza prestare la dovuta attenzione alla presenza di persone sulla carreggiata (…), ometteva di dare la precedenza al pedone che stava attraversando la strada servendosi di un attraversamento pedonale, investendolo e cagionandone la morte per colpa consistita nella dedotta negligenza e violazione di legge".

La richiesta del PM

Sono queste, a conclusione delle indagini preliminari del procedimento penale aperto all'indomani della tragedia, le motivazioni alla base della richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero della Procura di Treviso, Massimo De Bortoli, nei confronti di D. Z., 76enne di Mogliano Veneto, indagato per omicidio stradale per la morte di Gisella Rizzi, 79 anni, residente a Preganziol ma originaria di Camponogara, nel Veneziano, dove abitano tuttora i due fratelli, affidatisi a Studio 3A, e dov'è stata sepolta.

L'incidente

Il drammatico incidente è successo a Preganziol il 13 luglio 2017 ed ha destato grande scalpore, anche perché avvenuto in pieno centro, di mattina e nel giorno del mercato settimanale sotto gli occhi di decine di persone. L'anziana era uscita di casa proprio per fare delle compere tra i banchi degli ambulanti ma verso le 10 è stata investita mentre attraversava a piedi via Terraglio sulle strisce pedonali, dalla Mazda 2 condotta da D. Z., che procedeva in direzione Treviso, rovinando sull'asfalto dopo un volo di diversi metri.

La morte

I medici dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso, dov'è stata subito trasportata, hanno fatto tutto il possibile per salvarla, ma le gravi lesioni riportate, tra cui un trauma cranico facciale e svariate fratture in tutto il corpo, le sono state fatali: il 15 luglio scorso il suo cuore ha cessato di battere. Il nesso di causa tra il sinistro e il decesso era così evidente che il magistrato non ha neppure ritenuto necessario disporre l'autopsia, dando subito il nulla osta per i funerali.

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