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Paziente trovato morto per asfissia: due donne rischiano il processo

Graziano Zilio, 61enne di Dolo, era ricoverato in una casa di cura di Padova. Un'infermiera e un'operatrice dovranno comparire davanti al Gup

"Negligenti ed imprudenti", secondo l'accusa. Come riporta il Gazzettino, sono due le donne accusate per il decesso di Graziano Zilio,  61enne ex infermiere di Dolo, mentre si trovava ricoverato nella casa di cura "Breda" di Padova.

La Procura vuole processare un'infermiera ed un'operatrice per concorso in omicidio, dal momento che avrebbero applicato al paziente una cintura di contenimento che lo bloccava al letto, senza la prescrizione dei medici e senza procedere al monitoraggio dell'uomo, come vorrebbe la prassi. La vittima, che era stata da pochi giorni trasferito dal reparto di Psichiatria del locale ospedale per l'assestarsi delle sue condizioni psicofisiche, sembra si dimostrasse irrequieta, ed il personale, per evitare che si potesse fare del male, decise di costringerla al letto.

Una scelta infausta, poiché poche ore più tardi il 61enne fu trovato senza vita, incastrato tra le protezioni laterali del letto ed una spondina. Schiacciamento del torace e decesso per asfissia. Dopo due anni di accertamenti, la Procura ha ritenuto che si sia trattato di un comportamento di natura colposa: negligenza, imperizia ed imprudenza faranno comparire le due donne davanti al giudice il 22 marzo prossimo, per l'udienza preliminare. Spetterà a lui decidere se archiviare o aprire il processo.

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