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Veneto, aumentano morti sul lavoro: in calo a Venezia, ma in crescita gli infortuni

In Regione, nel 2016, i decessi sono in aumento del 22%. Un dato preoccupante, associato anche ad una crescita costante, in tutte le province, degli incidenti non mortali

Tra il 2015 ed il 2016 nel Veneto le morti sul lavoro sono aumentate del 22% passando da 59 eventi mortali accaduti nelle aziende tra gennaio ed ottobre dell’anno scorso ai 72 di quest’anno. Ma in provincia di Venezia sembra esserci una tendenza diversa rispetto alle altre province, con 15 decessi registrati nei primi 10 mesi di quest'anno a fronte dei 19 del 2015. Molto grave il bilancio della provincia di Vicenza con ben 10 morti in più (da 14 a 24) e di Treviso, nella quale si è passati da 16 a 20 decessi, ossia 4 in più.

In aumento anche il numero totale degli infortuni che in regione nel periodo tra gennaio ed ottobre passano dai 51.842 del 2015 ai 53.509 del 2016. Dato confermato anche a Venezia, con gli infortuni che sono passati da 10.273 a 10.453: 180 in più rispetto all'anno scorso. La tendenza, preoccupante, è rispettata in tutte le province, con aumenti esponenziali a Padova (da 10.793 a 11.405) e Verona (da 12.744 a 13.333).

Un dato non confortante, come ha avuto modo di sottolineare Tiziana Basso, segretaria Cgil del Veneto: "È inaccettabile - spiega - che nel 2016 si debba ancora morire sul lavoro. Questa che si profila come una vera e propria emergenza va affrontata con determinazione da parte di tutti i soggetti che possono avere voce in capitolo perché il diritto alla sicurezza ed alla salute deve essere un bene inalienabile di ogni lavoratore".

La Cgil ha presentato una proposta di legge di iniziativa popolare (Carta dei Diritti) per affermare una serie di diritti fondamentali per tutti i lavoratori, indipendentemente dalla tipologia lavorativa. "Quello alla sicurezza rientra tra questi, - conclude Basso - così come nel mondo degli appalti il ripristino della responsabilità solidale dei committenti rappresenta un rafforzamento delle tutele anche sul versante della sicurezza.  Infine, occorre un maggiore sforzo sul piano ispettivo, ricercando il massimo di efficacia nel lavoro degli enti preposti cui va garantita una dotazione organica all’altezza della situazione".

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