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Giovedì, 29 Settembre 2022
Cronaca Ceggia

«Non si può morire a 18 anni per guadagnare qualche credito formativo»

La reazione dei sindacati alla tragedia che si consumata ieri pomeriggio in un'azienda di Noventa di Piave

Prosegue la strage sui luoghi di lavoro, e il Veneto, a livello nazionale, è tra le peggiori regioni sotto questo profilo. La provincia di Venezia, nello specifico Ceggia, si trova a piangere una nuova vittima, un giovanissimo: Giuliano De Seta, morto ieri pomeriggio in un'azienda di Noventa di Piave schiacciato da una lastra, aveva compiuto 18 anni i primi giorni di settembre.

Al cordoglio e al dolore, si aggiungono sdegno e critica, per l'ennesima morte così giovane, che si doveva evitare. «È una tragedia inaccettabile, un monito a non abbassare la guardia sulla sicurezza. Non possiamo dimenticare che un caso analogo, con protagonista uno studente in stage, era accaduto qualche mese fa». Con queste parole, il segretario generale di Uil Veneto, Roberto Toìgo, ha commentato la tragedia avvenuta ieri nell'azienda metallurgica.

«Vogliamo innanzitutto giustizia e ci mobiliteremo affinché non succeda mai più. Non si può morire di lavoro, tanto meno da studenti», dicono Tiziana Basso e Ugo Agiollo, rispettivamente segretari generali di Cgil Veneto e Venezia. «Chiediamo un cambiamento immediato, servono interventi urgenti sia da parte datoriale che sul piano istituzionale, per rendere sicuri i luoghi di lavoro. Finché non ci sarà una svolta, finché non sarà fatto tutto ciò che è possibile per contrastare i tantissimi infortuni (spesso letali) che colpiscono quotidianamente lavoratori maturi ed esperti, far correre inutili rischi ai ragazzi che frequentano le nostre scuole è inaccettabile e irresponsabile». «Ci auguriamo che venga fatta piena luce su quanto successo e che vengano accertate le responsabilità anche se questo non riporterà in vita questo giovane ragazzo. - ha commentato Michele Valentini, segretario generale della Fiom di Venezia - Ci stringiamo attorno al dolore dei suoi familiari e amici».

De Seta, al quinto anno di un istituto tecnico di Portogruaro, era impegnato in un'esperienza sul campo che gli avrebbe permesso di acquisire i crediti e raccogliere dati per la tesi di diploma. Improvvisamente, venerdì pomeriggio, è stato sovrastato da una pesante lastra in metallo, che lo ha schiacciato senza lasciargli scampo. I soccorritori del Suem non hanno potuto fare nulla per salvarlo. «Giuliano era uno studente volonteroso al suo ultimo anno del percorso dell’Istituto tecnico, che aveva alle spalle un percorso formativo molto serio e completo - ha detto l'assessor regionale all'Istruzion -. Uno studente modello che stava muovendo i suoi primi passi verso il mondo del lavoro presso un’azienda strutturata e riconosciuta nel territorio: eppure è accaduta una tragedia, su cui proveranno a fare chiarezza gli inquirenti. A me spetta la vicinanza personale e istituzionale, sperando che prevalga la compostezza alle strumentalizzazioni che si stanno già iniziando a toccare con mano, purtroppo, in queste primissime ore ancora piene di dolore».

«Quanto accaduto è inaccettabile e ingiustificabile – affermano ad un’unica voce Tiziana Basso, segretaria generale di Cgil Veneto, Gianfranco Refosco, segretario generale di Cisl Veneto, e se Roberto Toigo, segretario generale di Uil Veneto –, ed è necessario che si faccia piena luce su quanto avvenuto e sulle responsabilità che hanno portato alla morte di Giuliano. Ci stringiamo alla famiglia in questo momento di lutto e di dolore. Riteniamo che i percorsi di passaggio dalla scuola al lavoro abbiano bisogno di decisi e ancora più stringenti interventi di formazione e prevenzione per garantire l’integrità fisica degli studenti, e che tutti i luoghi di lavoro debbano diventare luoghi sicuri per chiunque vi acceda».

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