menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Carlo Maria Maggi - Foto Ansa

Carlo Maria Maggi - Foto Ansa

Morto Carlo Maria Maggi, terrorista nero della strage di Brescia

Stava scontando l'ergastolo ai domiciliari a Venezia. Aveva 84 anni, era stato leader di Ordine Nuovo

La giustizia lo aveva riconosciuto come mandante (e dunque responsabile) della strage di Piazza della Loggia: condannato all'ergastolo in appello nel luglio 2015, insieme a Maurizio Tramonte, e la pena poi confermata anche in cassazione il 20 giugno di un anno fa. Non è stato trasferito in carcere, ma condannato a scontare la pena ai domiciliari: proprio nella sua casa di Venezia, a 84 anni, Carlo Maria Maggi ha esalato l'ultimo respiro.

Era malato da tempo, a causa di una neuropatia: negli ultimi giorni le sue condizioni si sono aggravate. Volto noto degli “anni neri”, ormai quasi mezzo secolo fa: coinvolto in qualche modo in alcune delle stragi più gravi della storia italiana, venne prima condannato all'argastolo e poi assolto per insufficienza di prove per le vittime di piazza Fontana a Milano, il 12 dicembre 1969, e per la strage alla questura di Milano del 17 maggio 1973. Era stato assolto anche per la strage della Loggia, del 28 maggio 1974, sia in primo grado - alla fine del 2010 - che in appello, nell'aprile del 2012. Una sentenza che venne poi annullata dalla Corte di Cassazione un paio d'anni più tardi. Fino alla revisione del processo, il nuovo appello e infine la cassazione, con la doppia conferma dell'ergastolo insieme a Tramonte.

Maggi era un dottore, laureato in Medicina: ha esercitato la professione per più di 30 anni. Ma nel frattempo è stato riconosciuto come militante attivo, leader del gruppo veneto di Ordine Nuovo, gruppo di estrema destra considerato - anche dal punto di vista giudiziario - tra i più attivi nell'ambito dello stragismo fascista. Nato e cresciuto a Venezia, proprio a Venezia è morto. «Si è portato ancora tanti segreti nella tomba – ha detto Manlio Milani, da sempre attivo nella ricerca della verità sulle otto vittime della Loggia, tra cui la moglie Livia Bottardi – e non ha detto tutto quello che sapeva. Non ha voluto tradire il suo sistema. Ha rinunciato a parlare per coprire chi era ancora vivo».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Sciopero generale, Sgb incrocia le braccia per 24 ore nei trasporti

Attualità

Rischia di saltare la prima della scuola media Calvi

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento