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Luigi "Gigio" Zanon (foto Andrea Thunder Colpo)

Luigi "Gigio" Zanon (foto Andrea Thunder Colpo)

Un altro "grande veneziano" che se ne va: è morto "Gigio" Zanon

Il 74enne, ex ristoratore e grande vogatore, ha pubblicato diversi libri sulla Serenissima. Una delle memorie storiche più profonde della città

Venezia perde un altro suo storico esponente. Uno che di Venezia aveva una memoria storica senza pari. Una città amata da Luigi Zanon, detto "Gigio", conosciuta in ogni suo sperduto angolo. Al punto da avere posizioni molto forti sull'indipendentismo e sullo schieramento politico a destra, un fatto che aveva indotto molti suoi amici e compagni di viaggio a vibranti litigate. Gli stessi che ora lo piangono, consapevoli di aver perso "un grande veneziano", come spiegano.

Uno con "un caratteraccio" ma che nel momento del bisogno era capace di aiutare anima e corpo chi si trovasse in difficoltà. Ma ciò che contraddistingueva "Gigio", mancato sabato a 74 anni dopo aver lottato per alcuni mesi contro la malattia che l'aveva indotto a trasferirsi nel Veronese, era una conoscenza sterminata della storia della Serenissima, al punto che la lista dei libri pubblicati ha continuato ad allungarsi fino all'ultimo, trasportando i lettori all'interno dei piccoli grandi segreti del mondo della navigazione lagunare.

Il suo libro "La Galea Veneziana", per esempio, è stato ristampato diverse volte, dopo la sua prima uscita nel 2004. Ha trattato di "squeri" e di tradizioni (nel 2005 uscì l'"Arte de far gondole"), potendo contare anche su un archivio fotografico prezioso quanto i suoi scritti, immagini rare sono state pubblicate ne "La basilica dei S.S. Giovanni e Paolo", "L’ Arzanà dè viniziani" e l'"Origine delle regate veneziane dal 1300 ad oggi". La sua capacità dialettica è stata di certo rinvigorita dalla sua attività di ristoratore: aveva gestito per lungo tempo il ristorante "Aquila Nera", vicino a campo San Bartolomio.

Ma la sua passione era soprattutto il remo: "Gigio" Zanon è stato uno che la città l'ha preferita scoprire via acqua, vogando. Del resto è lo stesso modo in cui ha conosciuto il mondo, lavorando in gioventù su navi dirette in ogni dove. E' stato anche uno dei fondatori del comitato per la regata di San Giovanni e Paolo. Nei primi anni Duemila fu uno dei protagonisti del forum "Venessia.com": "Quante litigate con lui, perdiamo un vero veneziano - commenta Matteo Secchi, uno dei fondatori dell'associazione - Ci mancherà tantissimo, ma mancherà soprattutto alla città che ha tanto amato". Sono già centinaia i messaggi di condoglianze che hanno raggiunto i figli Marco, noto gondoliere, Silvio, famoso tenore, ed Elena, che su Facebook lo saluta con semplicità: "Ciao grande uomo".

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