Cronaca

È morto Giovanni, "el casoin" di Fiesso D'Artico

Ne hanno dato notizia ricordando la sua storica attività la moglie Anna Maria e le figlie Alessandra, Barbara e Susana

Giovanni Onorato

«E chi non è mai andato nella sua bottega in via Baldana a prendere due etti di prosciutto e del pane fresco...Riposa in pace». È nel cuore di tutti il “casolino” Giovanni Onorato di Fiesso d’Artico, come si legge dai tanti messaggi di affetto che sono stati lasciati sulla pagina Facebook "Sei di Fiesso d'Artico se..". È morto lunedì 15 febbraio a 89 anni. Ha gestito il negozio per 50 anni nel paese, in via Baldana, vendendo di tutto: alimentari, formaggi, frutta e verdura, pane, concimi, frumento da semina, legname, carbone, kerosene, bombole di gas, macchine tosaerba, cartoleria. Con immenso affetto ne hanno dato notizia la moglie Anna Maria e le figlie Alessandra, Barbara e Susana.

Sono loro a ricordare che Giovanni aveva aperto il giorno di San Valentino del 1960, di domenica, assieme alla consorte. Non aveva mai fatto prima quel mestiere. Proveniva da una famiglia dolese di commercianti di cavalli e di bestiame, mestiere però, che, negli anni del dopoguerra, con la diffusione di automobili e motocicli, si stava pian piano esaurendo. Si “inventò” un nuovo lavoro. Pensò di aprire un negozio di generi alimentari. Si fece aiutare e consigliare da un amico di Paluello, nel Comune di Stra (il suo paese d'origine), e nel tempo libero, di sera e di domenica, aveva costruito anche la sua casa, accanto alla bottega. Un negozietto di 4 metri per 4, in cui il primo giorno di apertura guadagnarono 8 mila lire, ricordano le figlie. Anna Maria, nei primi tempi, faceva la sarta, mentre Giovanni si occupava della bottega. In bicicletta andava a prendere i prodotti da vendere: formaggi, uova e arrivava fino a Santa Maria di Sala. Erano gli anni del boom economico. Comprò la sua prima automobile, per poter andare ad acquistare i prodotti da rivendere, e poi un lotto di terreno confinante al suo per costruire una nuova casa con sotto un nuovo negozio.

«Lavora più di 15 ore al giorno, tutti i giorni - raccontano Alessandra, Barbara e Susana -. La domenica approfittava per unire l’utile al dilettevole. Andava a fare la gita in montagna con la famiglia (nel frattempo erano nate tre figlie) e al ritorno passava ad acquistare formaggi di montagna, grappa, caramelle, giardiniera. «Il lavoro era tanto, ma non lo ha mai spaventato e quando i tempi cominciarono a cambiare seppe convertire in parte la “bottega” e iniziò a vendere anche frutta e verdura».

Il suo era uno di quei negozi di una volta, dove le persone andavano dal “casolino” di fiducia per fare la spesa e 4 chiacchiere. Giovanni ha lavorato con passione per 50 anni, assieme alla moglie, sua compagna di vita, con cui ha condiviso tutto. A 80 anni, visto che le figlie avevano scelto altre professioni, ha chiuso, scegliendo il giorno di san Valentino del 2010, a 50 anni esatti da quando aveva iniziato, organizzando una festa per ringraziare tutti. «Con lui se ne è andata una piccola parte della storia del paese di Fiesso», scrivono i parenti. I funerali saranno giovedì 18 febbraio alle 15 nella chiesa della Santissima Trinità di Fiesso D'Artico.

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